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“Rallenta, c’è la mamma a casa che mi aspetta”: a Torino si allarga la protesta per la sicurezza stradale

All’iniziativa hanno preso parte famiglie e residenti, che chiedono al comune limiti ed elenchi velox

Chiara Scerba

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TORINO – La mobilitazione per la sicurezza stradale a Torino valica i confini di corso Regina Margherita e approda sulla sponda destra del Po. Nella mattinata di oggi, martedì 13 ottobre, residenti della Circoscrizione 7, famiglie e attivisti hanno dato vita a un flash mob lungo corso Casale, bloccando a intermittenza il flusso veicolare all’altezza di quattro incroci critici: all’altezza del Motovelodromo, in piazza Carrara, tra piazzale Marco Aurelio e via San Sebastiano Po, e all’angolo con via Signorelli.

L’iniziativa

L’idea nasce per denunciare l’alta incidentalità di un’arteria teatro negli ultimi anni di gravi tragedie, tra cui la morte della sedicenne Emilia Maidaska nell’autunno 2023 e dell’ottantenne Paola Aragno lo scorso marzo, entrambe investite mentre attraversavano sulle strisce pedonali.

Secondo i dati rielaborati dalle associazioni di mobilità dolce, lungo il corso si registra in media quasi una collisione con feriti ogni mese, alimentata da velocità di percorrenza elevate e attraversamenti poco visibili.

Accanto all’azione in strada, i promotori hanno depositato una petizione indirizzata al Consiglio Comunale per chiedere interventi urgenti: abbassamento effettivo dei limiti di velocità con l’eventuale installazione di autovelox, messa in sicurezza e rialzo dei passaggi pedonali, semaforizzazione adeguata e la creazione di corsie ciclabili continue e protette.

La mobilitazione proseguirà nel tardo pomeriggio alle ore 18:00 con un’assemblea pubblica di quartiere per definire le prossime richieste da portare al tavolo di confronto con Palazzo Civico.

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