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Cattaneo, D’Azeglio, Majorana e Peano, cresce l’onda delle occupazioni nelle scuole torinesi

Sono una quindicina i licei in agitazione a Torino

Gabriele Farina

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L'occupazione al Galileo Ferraris

TORINO – Cresce l’onda delle occupazioni e delle proteste nelle scuole e nei licei di Torino. Da questa mattina sono in occupazione anche il Cattaneo (dove nei giorni scorsi la pioggia è passata atraverso soffitti e muri), il Copernico e il Majorana (nella sede centrale di corso Tazzoli). Occupato anche l’istituo Peano, dove la situazione è piuttosto seria. Al D’Azeglio è in corso un’assemblea.

Si vanno ad aggiungere ai licei in agitazione dai giorni scorsi. Il GalFer è occupato da ieri, il Boselli ha vissuto ieri una giornata molto difficile e sempre da ieri è cominciata la protesta anche al Berti.

Proteste e agitazioni anche al Sella Aalto Lagrange e al Convitto Umberto I, da ieri in autogestione coordinata con i professori. E ancora il Giulio, l’Einstein, il Gioberti, il Primo Liceo Artistico e il Majorana di Moncalieri. Mentre a Chieri sono in agitazione il Monti e il Vittone.

E poi Alfieri, Passoni, Santorre di Santarosa, mentre al Sommellier la dirigente scolastica ha chiuso la scuola preventivamente per evitare l’occupazione.

Un movimento di protesta che cresce e punta alla grande manifestazione annunciata per venerdì 16.

A dare il via alle proteste era stato la scorsa settimana il Regina Margherita, che è ancora in agitazione con assemblee che si muovono tra le sue tre sedi di via Valperga Caluso, via Casana e via Caduti sul Lavoro.

La particolarità di questa ondata di proteste è che per il momento solo Torino si sta muovendo in questa maniera così strutturata e articolata in Italia, sull’onda delle proteste degli studenti francesi.

Per cosa protestano gli studenti

Al centro delle proteste c’è l’atavico tema delle condizioni strutturali delle scuole in Italia, spesso in condizioni oggettivamente inaccettabili. Gli studenti chiedono che i soldi che vengono investiti nelle spese militari (il riferimento diretto è al genocidio in atto in Palestina) vengano immediatamente dirottati sull’edilizia scolastica.

Si contesta anche il decreto del governo sulla limitazione alla presenza di studenti stranieri nelle classi e le politiche governative che non mettono mai al centro gli studenti.

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