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Crisi Radici Chimica a Novara: al vertice in Regione si lavora su ammortizzatori e riqualificazione

Le parole di Marrone: “La tutela dell’occupazione resta la nostra priorità”

Chiara Scerba

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NOVARA – Si stringono i tempi per la vertenza di Radici Chimica, lo storico polo novarese specializzato nella chimica industriale, alle prese con una profonda ristrutturazione aziendale. Dopo l’annuncio estivo di 140 esuberi su 288 dipendenti — motivato dai vertici societari con la concorrenza asiatica sui prezzi dell’acido adipico e la scelta di concentrarsi solo sulle poliammidi ad alte prestazioni — la trattativa tra azienda, istituzioni e parti sociali entra in una fase cruciale in vista del confronto a Roma, fissato per lunedì 19 ottobre al Ministero.

Il confronto con i sindacati a Novara

Nel pomeriggio di oggi, venerdì 16 ottobre, la sede novarese della Regione Piemonte ha ospitato un incontro operativo tra le organizzazioni sindacali, le Rsu di fabbrica, il vicepresidente regionale e assessore al Lavoro Maurizio Marrone e l’assessora alla Formazione Daniela Cameroni. L’obiettivo del vertice è stato fare il punto sulle prime aperture registrate nei contatti tra azienda e rappresentanze dei lavoratori, volte a ridurre l’impatto dei licenziamenti attraverso percorsi di ricollocazione, ricorso agli ammortizzatori sociali e piani di riqualificazione per un organico con un’età media spesso superiore ai 50 anni.

Su richiesta delle sigle sindacali, Palazzo Lascaris ha confermato che il tavolo di monitoraggio resterà aperto anche dopo l’appuntamento ministeriale, per agganciare alla trattativa nazionale le misure di politica attiva del lavoro previste a livello territoriale.

La posizione della giunta regionale

Nel corso del tavolo, l’assessore Maurizio Marrone e la collega Daniela Cameroni hanno riassunto gli impegni che la Regione metterà sul piatto al termine della procedura ministeriale:

«La tutela dell’occupazione resta la nostra priorità. Per questo manterremo aperto il tavolo regionale e continueremo a seguire ogni passaggio del confronto. Vogliamo che i lavoratori possano contare su tutti gli strumenti regionali attivabili, a partire dalla formazione e dalla riqualificazione professionale, per accompagnare il percorso di tutela del personale e del tessuto produttivo locale».

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