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Matrimoni civili, a Claviere, Pragelato e Sestriere mille euro in più se uno degli sposi è straniero

La scelta di Claviere, Pragelato e Sestriere è ora destinata a essere sottoposta a verifica sul piano giuridico

Gabriele Farina

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Immagine dal film "Indovina chi viene a cena"

PRAGELATO – Tre Comuni della Val di Susa e della Val Chisone hanno introdotto tariffe differenziate per celebrare i matrimoni civili, con un costo aggiuntivo che può arrivare a mille euro quando almeno uno dei futuri sposi è straniero. La misura riguarda Claviere, Pragelato e Sestriere ed è motivata dalle amministrazioni con il maggior carico di lavoro richiesto agli uffici comunali per la gestione delle pratiche.

La decisione ha però già sollevato polemiche. L’Asgi, l’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione, si prepara infatti a impugnare le tre delibere, contestando la legittimità di una differenziazione tariffaria legata alla cittadinanza.

Il tariffario per i matrimoni civili

Il nuovo sistema prevede costi diversi a seconda della residenza e della cittadinanza dei futuri sposi. Secondo quanto riportato, il matrimonio civile è gratuito se entrambi sono residenti nel Comune. Se uno dei due non è residente, è previsto un costo aggiuntivo di 250 euro.

La cifra sale invece a mille euro quando almeno uno dei due sposi è straniero. Una differenza significativa che ha acceso il dibattito sull’opportunità di applicare tariffe così distanti per un servizio pubblico come la celebrazione del matrimonio civile.

La misura potrebbe inoltre essere adottata da altri Comuni della zona, estendendo il sistema tariffario anche ad altri centri del territorio montano.

«Un lavoro molto più rilevante per gli uffici comunali»

A spiegare le ragioni della scelta è stato Diego Joannas, segretario comunale dell’Unione montana dei Comuni olimpici della Via Lattea, in dichiarazioni riportate da La Stampa.

Secondo Joannas, gli uffici avrebbero registrato diverse richieste di matrimonio da parte di cittadini italiani e donne straniere. Queste pratiche richiederebbero un impegno maggiore da parte del personale, in particolare per la traduzione e la verifica della documentazione necessaria.

Proprio l’aumento del lavoro amministrativo avrebbe spinto i Comuni a introdurre una tariffa differenziata, con l’obiettivo di compensare i costi aggiuntivi legati alla gestione delle pratiche.

L’Asgi pronta a impugnare le delibere

La scelta di Claviere, Pragelato e Sestriere è ora destinata a essere sottoposta a verifica sul piano giuridico. L’Asgi si prepara a impugnare i provvedimenti, aprendo un confronto sulla legittimità delle tariffe e sulla possibilità di differenziare il costo di un matrimonio civile in base alla cittadinanza di uno degli sposi.

Al centro della vicenda c’è il rapporto tra i maggiori adempimenti burocratici richiesti in alcuni casi e il principio di parità di trattamento nell’accesso ai servizi comunali. Sarà il confronto giuridico a chiarire se le motivazioni organizzative addotte dalle amministrazioni possano giustificare una differenza di costo di questa entità.

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