CronacaTorino
Il sindaco di Ivrea Matteo Chiantore vive sotto scorta da due mesi, tensioni con la comunità sinti della zona
Il sindaco vive sotto scorta a causa delle tensioni legate all’abbattimento di una villa abusiva
IVREA – Sono iniziate nella mattinata di ieri le operazioni di demolizione della villa abusiva situata nei pressi del campo sinti, nel quartiere San Giovanni, al centro di una vicenda giudiziaria che si trascinava da oltre quindici anni. Sul posto una presenza massiccia di polizia e carabinieri.
La famiglia di origine sinti che vi abitava, come riportato da Rai News, ha lasciato la casa intorno alle 12. In precedenza i tecnici del Comune si erano occupati del trasporto degli interni. Il legale della famiglia ha presentato un ricorso al Tar.
Sindaco sotto scorta
La situazione ha creato non poche tensioni tra amministrazione comunale e comunità sinti della zona. Al punto che il sindaco di Ivrea, Matteo Chiantore, vive sotto scorta da ben due mesi come disposto dal prefetto di Torino.
Legalità e inclusione non sono alternative. Sono due responsabilità che una buona amministrazione deve saper tenere insieme.
Ringraziamo la nostra Amministrazione comunale per il lavoro svolto e per l’impegno nel dare seguito a una vicenda complessa, nel rispetto delle regole e con attenzione alle persone coinvolte.
Aveva scritto sui social il PD Ivrea.
Solidarietà al sindaco di Ivrea
“La notizia dell’assegnazione della scorta al sindaco di Ivrea, Matteo Chiantore, a seguito delle minacce e delle tensioni legate all’abbattimento di una villa abusiva, desta profonda preoccupazione e impone una reazione ferma e unitaria da parte di tutte le istituzioni piemontesi”.
Lo afferma il presidente della Commissione Legalità del consiglio regionale del Piemonte, Domenico Rossi, che esprime la totale vicinanza personale e istituzionale al primo cittadino eporediese.
“A Matteo Chiantore va la mia più sentita solidarietà, la vicinanza della Commissione Legalità e il ringraziamento per non aver arretrato di un millimetro davanti al dovere di ripristinare il diritto, la sicurezza del territorio e la legalità violata. Quando un sindaco compie atti dovuti contro l’abusivismo edilizio e viene per questo minacciato al punto da rendere necessaria una misura di protezione, non è solo una persona a essere colpita: è l’intera architettura democratica e la presenza dello Stato sui territori a trovarsi sotto attacco” aggiunge.
“La vicenda di Ivrea – sottolinea il presidente Rossi – non è purtroppo un caso isolato. Come certifica puntualmente il report annuale “Amministratori sotto tiro” promosso da Avviso Pubblico, sindaci, assessori e consiglieri comunali rappresentano costantemente il primo e più esposto presidio democratico del Paese. Sono le donne e gli uomini in prima linea che, spesso senza tutele adeguate e con risorse scarse, si trovano ad arginare arroganze, illegalità diffusa e pressioni criminali pagando prezzi altissimi nella propria vita quotidiana e familiare”.
“Nessun amministratore deve essere lasciato solo. Chi sceglie la strada della trasparenza e del rispetto delle regole deve sentire forte, concreta e visibile la presenza di tutte le istituzioni a ogni livello. L’abbattimento dell’abusivismo è un segnale di civiltà e rispetto per tutti i cittadini onesti, e nessuna minaccia potrà fermare chi amministra con la schiena dritta” conclude Rossi.
Iscriviti al canale WhatsApp, segui la nostra pagina Facebook e continua a leggere Quotidiano Piemontese

