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CronacaTorino

Da Genova 2001 a Torino 2026, in piazza per Aska c’era anche uno dei protagonisti della foto simbolo del G8

Monai è l’uomo che, accanto a Carlo Giuliani, impugnava una trave di legno durante gli scontri di piazza Alimonda, a Genova

Gabriele Farina

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TORINO – Il suo nome è Massimiliano Monai, ha 55 anni ed è originario di Genova. Un nome che forse dice poco al grande pubblico, ma che è legato a una delle immagini più note e drammatiche del G8 del 2001. Monai è infatti l’uomo che, accanto a Carlo Giuliani, impugnava una trave di legno durante gli scontri di piazza Alimonda, a Genova. Oggi il suo nome torna nelle cronache per le misure cautelari disposte nell’ambito dell’inchiesta sugli scontri avvenuti a Torino durante il corteo del 31 gennaio in solidarietà con Askatasuna.

Per Monai il giudice per le indagini preliminari di Torino ha disposto il divieto di dimora in città, nell’ambito del procedimento relativo alle violenze contro le forze dell’ordine durante la manifestazione.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Monai avrebbe preso parte agli attacchi contro poliziotti, carabinieri e finanzieri. Durante gli scontri sarebbe stato travisato con un cappuccio, un casco e una maschera ispirata alla serie televisiva Breaking Bad. Le contestazioni dovranno essere valutate nell’ambito del procedimento giudiziario.

La foto simbolo del G8 di Genova

A rendere noto il nome di Monai è soprattutto una fotografia entrata nella memoria collettiva degli scontri del G8 di Genova, nel luglio 2001. Nell’immagine si vede Carlo Giuliani con un estintore in mano, mentre si trova davanti al Land Rover Defender dei Carabinieri. All’interno del veicolo c’era il carabiniere Mario Placanica, che sparò durante quei drammatici momenti, uccidendo Giuliani.

Accanto a Giuliani compare una trave di legno che colpisce il mezzo militare: a impugnarla era proprio Massimiliano Monai. Una fotografia che restituisce la concitazione e la violenza di quelle ore, diventate uno degli episodi più controversi della storia recente italiana.

La condanna in primo grado e la prescrizione in appello

Il nome di Monai era già comparso nelle vicende giudiziarie seguite ai fatti del G8. Nel processo relativo agli scontri di Genova era stato condannato in primo grado a cinque anni di reclusione. In appello, tuttavia, era stato prosciolto per intervenuta prescrizione.

Nel ricostruire quella vicenda, i magistrati avevano inoltre definito illegittima la carica delle forze dell’ordine in via Tolemaide, da cui presero avvio gli scontri.

A distanza di oltre venticinque anni da quei fatti, Monai torna dunque al centro delle cronache giudiziarie per la sua presunta partecipazione alle violenze avvenute a Torino durante il corteo pro Askatasuna. Due episodi distinti, accomunati dal ritorno del suo nome nelle inchieste sugli scontri di piazza.

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