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Isa Bluette, la torinese che dalla Manifattura Tabacchi conquistò i teatri italiani

La storia della prima diva italiana

Gabriele Farina

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TORINO – Prima di diventare Isa Bluette era Teresa Ferrero, una giovane donna nata a Torino nel 1898 e destinata, come molte ragazze della sua epoca, a una vita di lavoro in fabbrica. Invece Teresa scelse un’altra strada e nel giro di pochi anni trasformò la sua passione per il canto e per il teatro in una carriera che la portò sui principali palcoscenici italiani.

Attrice, cantante e soubrette, Isa Bluette fu una delle protagoniste del teatro di rivista e dell’operetta tra gli anni Venti e Trenta del Novecento. Fu anche una figura importante nella storia dello spettacolo torinese: nella sua compagnia trovarono spazio, agli inizi della loro carriera, artisti destinati a diventare celebri come Erminio Macario e Totò.

Dalla Manifattura Tabacchi al palcoscenico

Teresa Ferrero nacque a Torino il 10 settembre 1898. La sua storia cominciò in un ambiente molto diverso da quello dei grandi teatri.

Da giovane lavorò infatti come operaia alla Manifattura Tabacchi di Torino. La fabbrica rappresentava una realtà importante per il mondo del lavoro femminile della città: alla fine dell’Ottocento vi lavoravano migliaia di persone, in gran parte donne impiegate nella lavorazione del tabacco.

Teresa, però, aveva una passione per la musica e il canto e non sembrava intenzionata ad accettare che il suo futuro fosse già scritto. Ancora giovanissima lasciò il lavoro in fabbrica e cominciò a esibirsi nei café-chantant torinesi come sciantosa, termine utilizzato per indicare le cantanti che si esibivano nei locali di varietà.

Fu l’inizio di una carriera destinata a crescere rapidamente.

Nasce Isa Bluette

Sul palcoscenico Teresa Ferrero diventò Isa Bluette. Il nome d’arte contribuì a costruire il personaggio di una soubrette elegante, seducente e moderna, capace di imporsi davanti al pubblico.

La sua ascesa fu rapida. Dalle prime esibizioni nei locali torinesi arrivò ai teatri e divenne una vedette e una primadonna della rivista e dell’operetta. I suoi spettacoli erano caratterizzati da costumi, scenografie, musica e una forte componente spettacolare.

Isa Bluette contribuì anche a modificare il modo di stare sul palcoscenico. Dalla Francia importò la cosiddetta passerella, cioè la sfilata degli artisti lungo l’estremità del palcoscenico, vicino al pubblico. Una soluzione scenica destinata a diventare una caratteristica del teatro di rivista.

La sua figura rappresentava così una nuova idea di spettacolo popolare, in cui la soubrette non era soltanto una cantante o una ballerina, ma diventava il centro dello show.

Gli anni Venti e il successo in tutta Italia

Negli anni Venti Isa Bluette raggiunse la notorietà nazionale. Le sue riviste giravano per l’Italia e attiravano il pubblico con spettacoli costruiti all’insegna dello sfarzo e della sensualità.

Tra i titoli del periodo figurano Gatte di lusso, Donne, Ventagli e fiori, Madama Follia, Il paradiso delle donne e Mille e una donna.

Nel 1926 arrivò anche uno dei suoi maggiori successi musicali: Creola, composta da Ripp, pseudonimo di Luigi Miaglia, con testo di Bel Ami, nome d’arte di Anacleto Francini.

La canzone sarebbe rimasta legata per decenni alla storia della musica leggera italiana e sarebbe stata successivamente riproposta anche da Nilla Pizzi e Claudio Villa.

Isa Bluette e la scoperta di Macario

La storia di Isa Bluette è importante anche perché si intreccia con quella di alcuni dei più celebri protagonisti dello spettacolo italiano del Novecento.

Nel 1925 entrò nella sua compagnia Erminio Macario, allora agli inizi della carriera. La soubrette torinese contribuì così a offrire spazio e visibilità a quello che sarebbe diventato uno dei grandi comici del teatro italiano.

Qualche anno più tardi, nel 1928, nella compagnia arrivò anche Totò.

Il percorso di Isa Bluette non fu quindi soltanto quello di una grande soubrette: la sua compagnia diventò anche uno dei luoghi attraverso i quali passarono giovani artisti destinati a lasciare un segno profondo nel teatro e nello spettacolo italiano.

L’Università di Torino ricorda ancora oggi Isa Bluette tra le figure femminili che hanno contribuito alla storia culturale della città, definendola una pioniera dell’avanspettacolo e ricordando il suo ruolo nel lancio di Macario.

Dalla rivista all’operetta

Con l’arrivo degli anni Trenta Isa Bluette si dedicò sempre più all’operetta, continuando comunque a ottenere un importante successo di pubblico.

Tra gli spettacoli del periodo ci furono Poesia senza veli e Il ratto delle cubane, produzioni che continuarono a registrare il tutto esaurito nei teatri italiani.

La sua carriera arrivò così a comprendere diverse forme dello spettacolo popolare dell’epoca: dal café-chantant alla rivista, dalla canzone all’operetta.

Nel 1926 aveva inoltre avuto una parentesi cinematografica con La donna carnefice nel paese dell’oro, diretto da Mario Guaita-Ausonia e Luigi Fiorio.

L’incontro con Nuto Navarrini

A partire dalla fine degli anni Venti la vita professionale di Isa Bluette si intrecciò sempre più con quella dell’attore milanese Nuto Navarrini.

I due formarono una coppia anche sulla scena e dal 1929 lavorarono insieme fondando una compagnia di rivista molto conosciuta.

Il loro rapporto accompagnò gli ultimi anni della carriera di Isa Bluette.

La malattia e la morte a Torino

La vita di Isa Bluette fu però molto breve.

Nel 1939 si ammalò di tubercolosi, allora ancora una malattia estremamente grave, e venne ricoverata all’ospedale Molinette di Torino. Morì l’11 novembre 1939, a soli 41 anni. Poco prima della morte sposò Nuto Navarrini.

La sua tomba si trova al Cimitero Monumentale di Torino, dove Teresa Ferrero è ricordata con il nome con cui era diventata famosa in tutta Italia: Isa Bluette.

Una diva torinese da riscoprire

La parabola di Isa Bluette è quella di una donna che, nella Torino di inizio Novecento, partì da un lavoro operaio per arrivare sui grandi palcoscenici italiani.

La sua storia racconta anche una città oggi molto diversa: quella dei quartieri operai, della Manifattura Tabacchi, dei café-chantant e dei teatri di varietà. Ma racconta soprattutto una stagione dello spettacolo italiano nella quale la rivista diventava sempre più popolare e le soubrette erano vere protagoniste della scena.

Isa Bluette morì quando aveva appena 41 anni, ma lasciò una traccia che va oltre le sue canzoni e i suoi spettacoli. Nella sua compagnia passarono alcuni dei futuri protagonisti della comicità italiana e alcune delle innovazioni sceniche da lei introdotte contribuirono all’evoluzione del teatro di rivista.

Oggi il suo nome è meno conosciuto di quello di Macario o Totò, ma la sua vicenda permette di riportare alla luce una delle figure femminili più interessanti dello spettacolo torinese tra le due guerre: Teresa Ferrero, la ragazza della Manifattura Tabacchi diventata Isa Bluette.

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