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Curiosità Enogastronomia Piemonte

Dalla bagna cauda ai tajarin al tartufo: quali sono i piatti tipici dell’autunno in Piemonte

Dalle colline delle Langhe alle montagne, passando per l’Astigiano e il Torinese, l’autunno è una delle stagioni più interessanti per scoprire la cucina piemontese

Gabriele Farina

Pubblicato

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Immagine creata con ChatGpt

TORINO – Quando le giornate si accorciano, le colline si tingono di giallo e rosso e nelle case torna la voglia di accendere i fornelli, in Piemonte arriva uno dei momenti più attesi dell’anno anche a tavola. È la stagione dei tajarin al tartufo bianco, della bagna cauda da condividere con amici e parenti, della polenta fumante e dei piatti di carne cotti lentamente nel vino.

La cucina piemontese d’autunno racconta un territorio che va dalle Langhe alle montagne, passando per le risaie del Vercellese e le pianure del Torinese. Una tradizione fatta di ingredienti locali, ricette contadine e preparazioni che, in molti casi, sono diventate vere e proprie occasioni di convivialità.

Ma quali sono i piatti tipici da assaggiare in Piemonte in autunno? Ecco alcune delle specialità che meglio raccontano questa stagione.

La bagna cauda, il rito che riunisce tutti intorno alla tavola

Se c’è un piatto che richiama immediatamente l’autunno piemontese, è la bagna cauda. Originaria della tradizione contadina, è una salsa calda preparata con aglio, acciughe e olio, nella quale si intingono verdure crude e cotte.

Tra gli accompagnamenti più tradizionali ci sono il cardo gobbo di Nizza Monferrato, i peperoni, i cavoli e i topinambur. La preparazione viene mantenuta calda nel fujòt, il recipiente di terracotta con una piccola fonte di calore sottostante.

La bagna cauda non è soltanto una ricetta: è un piatto da condividere, che invita a restare a tavola a lungo. Il suo sapore intenso e il modo in cui viene consumata la rendono una delle espressioni più riconoscibili della cucina piemontese, soprattutto tra Astigiano, Langhe e Monferrato.

I tajarin al tartufo bianco, il profumo delle Langhe

L’autunno è anche il momento in cui il tartufo bianco d’Alba torna protagonista della gastronomia piemontese. Il suo profumo inconfondibile accompagna alcuni dei piatti più celebri delle Langhe e del Roero.

Uno degli abbinamenti più conosciuti è quello con i tajarin, sottili tagliolini all’uovo dal colore dorato, tradizionalmente preparati con numerosi tuorli. La pasta viene condita in modo da valorizzare il tartufo, spesso con burro e una spolverata di formaggio, prima di completare il piatto con lamelle tagliate al momento.

Il risultato è una preparazione apparentemente semplice, nella quale l’ingrediente più prezioso deve poter esprimere tutto il proprio aroma. Il tartufo bianco si abbina anche alla carne cruda battuta al coltello e ad alcuni risotti.

Non è un caso che proprio in autunno Alba diventi una delle mete più conosciute dagli appassionati di gastronomia: il tartufo è uno dei prodotti simbolo del Piemonte e richiama visitatori anche dall’estero.

Gli agnolotti del plin, piccoli scrigni di sapore

Tra i primi piatti che raccontano meglio la tradizione piemontese ci sono gli agnolotti del plin, tipici soprattutto delle Langhe, del Roero e del Monferrato.

Il loro nome deriva dal gesto con cui la pasta viene pizzicata per racchiudere il ripieno. Sono piccoli, preparati con una sfoglia sottile e farciti tradizionalmente con carne arrosto o un misto di carni, secondo le ricette di famiglia e le consuetudini locali.

Si possono gustare con burro e salvia, con il sugo d’arrosto oppure, nelle versioni più legate alla cucina tradizionale, serviti nel tovagliolo o accompagnati dal fondo di cottura della carne.

Sono un piatto che richiede tempo e manualità: proprio per questo, soprattutto nelle preparazioni casalinghe, rappresentano anche un legame con le domeniche in famiglia e con le ricette tramandate da una generazione all’altra.

Il brasato al Barolo, quando il vino diventa ingrediente

Con l’arrivo dei primi freddi, la cucina piemontese riscopre le preparazioni lente. Tra queste spicca il brasato al Barolo, uno dei piatti più rappresentativi delle Langhe.

La carne viene marinata e poi cotta a lungo nel vino, insieme a verdure e aromi, fino a diventare morbida e saporita. Il vino contribuisce a costruire un fondo di cottura ricco, che accompagna la carne e ne esalta il gusto.

È una ricetta che richiede pazienza, adatta ai pranzi della domenica e alle occasioni in cui ci si può concedere il tempo necessario per cucinare senza fretta. In tavola si accompagna bene alla polenta, soprattutto quando le temperature scendono.

Il Barolo non è l’unico vino utilizzato per queste preparazioni: in Piemonte esistono anche varianti con altri rossi del territorio, a conferma del legame profondo tra cucina e viticoltura.

Il bollito misto, la grande tradizione delle tavole piemontesi

Il bollito misto è uno dei piatti più sostanziosi della tradizione regionale. Si prepara cuocendo lentamente diversi tagli di carne, serviti con salse che ne esaltano i sapori.

Il bagnet verd, a base di prezzemolo e altri ingredienti, è uno degli accompagnamenti più conosciuti. A seconda delle tradizioni locali e delle ricette di famiglia, non mancano altre salse, tra cui quelle a base di pomodoro e peperoncino.

Il bollito è legato soprattutto alla stagione fredda e ai pranzi importanti, quando la preparazione diventa il centro della tavola. Tra i riferimenti più celebri c’è anche il bollito di Carrù, nel Cuneese, legato alla tradizione della carne bovina piemontese.

È uno di quei piatti che raccontano una cucina nata per valorizzare diversi tagli dell’animale e trasformarli, con una cottura paziente, in un pasto ricco e conviviale.

Polenta, funghi e formaggi: il sapore delle montagne

In autunno, il viaggio gastronomico piemontese si sposta anche verso le valli alpine. Qui la polenta è una presenza familiare, perfetta da accompagnare con funghi, formaggi locali e sughi di carne.

I porcini, quando disponibili e raccolti nel rispetto delle regole, sono tra gli ingredienti più ricercati della stagione. Possono essere preparati in padella, utilizzati per condire la pasta oppure serviti insieme alla polenta.

Nelle valli piemontesi trovano spazio anche le versioni più ricche, con burro e formaggi fusi, che trasformano la polenta in un piatto sostanzioso. Le tome di montagna e altri formaggi locali contribuiscono a raccontare la varietà della produzione casearia regionale.

È una cucina diversa da quella delle Langhe, ma legata alla stessa idea: utilizzare ciò che il territorio offre e portarlo in tavola con preparazioni semplici, capaci di scaldare nelle giornate più fredde.

Le castagne, il profumo dell’autunno nei borghi piemontesi

Non ci sono soltanto piatti salati. L’autunno è anche la stagione delle castagne, protagoniste di feste popolari, passeggiate nei boschi e merende che riportano alla memoria l’infanzia.

Arrostite sul fuoco, bollite oppure utilizzate per preparare dolci, le castagne sono legate da secoli all’alimentazione delle comunità montane e collinari. In alcune zone hanno rappresentato una risorsa importante per le famiglie, soprattutto quando gli altri raccolti scarseggiavano.

In Piemonte si possono incontrare durante sagre e appuntamenti dedicati ai prodotti autunnali, spesso accompagnate da altri sapori del territorio. Sono un alimento semplice, ma capace di evocare immediatamente il cambio di stagione.

Tra i dolci da assaggiare ci sono anche le torte preparate con le nocciole delle Langhe, mentre il bonèt, a base di cacao, amaretti, uova e latte, è uno dei dessert più conosciuti della tradizione piemontese.

Il fritto misto alla piemontese, tra dolce e salato

Chi cerca un piatto davvero particolare può scegliere il fritto misto alla piemontese. La sua caratteristica è l’incontro tra ingredienti dolci e salati, con una composizione che varia secondo le tradizioni e le ricette.

Accanto a carni e frattaglie possono comparire semolino dolce, amaretti e altri elementi che rendono il piatto diverso dai fritti più comuni. Le origini sono legate anche alla cucina di recupero, che cercava di utilizzare tutte le parti degli animali senza sprechi.

È una preparazione ricca, non sempre presente nei menu quotidiani, ma ancora legata alle occasioni speciali e alle tavole delle feste. Anche per questo rappresenta una delle espressioni più caratteristiche della cucina storica piemontese.

Un viaggio tra i sapori che raccontano il Piemonte

Dalle colline delle Langhe alle montagne, passando per l’Astigiano e il Torinese, l’autunno è una delle stagioni più interessanti per scoprire la cucina piemontese.

La bagna cauda invita a condividere il pasto, il tartufo bianco porta in tavola uno dei prodotti più preziosi della regione, mentre brasato, bollito e polenta raccontano una tradizione fatta di cotture lente e ingredienti del territorio. A chiudere il viaggio ci sono le castagne e i dolci della tradizione.

Il modo migliore per conoscere questi piatti è assaggiarli nelle zone in cui sono nati, lasciandosi guidare dalle stagioni e dalle ricette locali. Perché in Piemonte, quando arriva l’autunno, la tavola diventa anche un modo per raccontare la storia dei luoghi e delle persone che li abitano.

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