Curiosità Cultura Vercelli
Quanto della Vercelli di oggi nasconde ancora la città romana?
La città romana nascosta sotto quella medievale
VERCELLI – Camminando per Vercelli è facile pensare di trovarsi davanti a una città medievale.
Ci sono il Duomo, Sant’Andrea, le torri, i palazzi storici e le piazze del centro.
Eppure, sotto le strade che percorriamo ogni giorno, c’è una città molto più antica.
È Vercellae, il centro romano che per secoli fu uno dei principali nodi della pianura piemontese.
La cosa più curiosa è che la città romana non è scomparsa completamente. In parte è ancora lì, sotto i nostri piedi.
Prima dei Romani c’erano i Libui
La storia di Vercelli non comincia con Roma.
Il territorio era abitato dai Libui, una popolazione di origine celto-ligure.
Il Museo Archeologico della Città di Vercelli ricostruisce proprio questa fase preromana e racconta come, a partire dal II secolo avanti Cristo, il territorio entrò progressivamente nell’orbita romana.
I Romani non arrivarono quindi in un territorio vuoto. Trovarono un insediamento precedente e lo trasformarono progressivamente. È da questa sovrapposizione che nasce la Vercellae romana.
Vercelli diventa una città importante
La posizione era uno dei suoi punti di forza. Vercellae si trovava infatti lungo importanti direttrici di comunicazione.
Una strada collegava la zona di Piacenza con Ivrea e i valichi alpini, mentre un’altra grande direttrice metteva in comunicazione Milano con l’area di Torino e con le vie verso la Gallia.
Vercelli era quindi molto più di un centro agricolo della pianura. Era un nodo stradale.
Ed è proprio la sua posizione a contribuire alla crescita della città romana.
Nel 89 avanti Cristo cambia lo status della città
Un passaggio fondamentale arriva alla fine del II secolo avanti Cristo.
Secondo la ricostruzione dell’Enciclopedia dell’Arte Antica di Treccani, Vercelli fu probabilmente dichiarata colonia latina nell’89 a.C., per poi diventare successivamente municipio romano.
In età imperiale la città viene ricordata da Tacito tra i firmissima municipia della Transpadana: i municipi più solidi e importanti della regione.
È un dettaglio che cambia parecchio la nostra percezione. La Vercelli romana non era una piccola località di passaggio. Aveva un ruolo politico, amministrativo ed economico significativo.
Ma dove si trovava esattamente la città romana?
Qui arriva la parte più affascinante. La Vercelli moderna è costruita sopra quella antica.
E questo rende molto difficile ricostruire con assoluta precisione l’aspetto di Vercellae.
Gli scavi archeologici hanno restituito testimonianze in diversi punti del centro attuale: via Fratelli Bandiera, l’area dell’ex Cinema Corso, via Quintino Sella, via Giovenone, piazza Cavour e corso Libertà.
Ma la città medievale e quella moderna hanno progressivamente coperto, modificato o distrutto molte delle strutture precedenti.
Per questo gli archeologi devono spesso ricostruire la Vercellae romana mettendo insieme tanti piccoli indizi.
Piazza Cavour potrebbe essere il punto più importante
Una delle ipotesi più interessanti riguarda proprio piazza Cavour.
Secondo la ricostruzione riportata da Treccani, il foro romano potrebbe essere stato collocato nell’area dell’attuale piazza, all’incrocio tra gli antichi assi viari identificati con le attuali via Gioberti e via Verdi.
Questo significa che, passeggiando oggi per piazza Cavour, potremmo trovarci molto vicino a quello che fu uno dei punti centrali della Vercellae romana.
Ma bisogna usare una parola importante: potrebbe.
La ricostruzione topografica della città antica non è infatti completamente certa.
Ed è proprio questa prudenza a rendere la storia ancora più interessante.
Le strade di oggi seguono ancora quelle romane?
In parte sì, secondo alcune ricostruzioni.
L’attuale via Gioberti è stata proposta come possibile prosecuzione dell’antico decumano massimo, mentre via Verdi sarebbe riconducibile al possibile tracciato del cardo massimo.
Se questa ricostruzione è corretta, significa che alcune delle strade che percorriamo oggi seguirebbero ancora, almeno in parte, direttrici urbane vecchie di quasi duemila anni.
È una delle caratteristiche più affascinanti delle città costruite una sopra l’altra. La strada sembra moderna. Ma la sua direzione può essere antichissima.
Non è rimasto soltanto il tracciato delle strade
Gli scavi hanno restituito molte altre testimonianze.
Il Museo Archeologico Civico di Vercelli conserva oltre 600 reperti provenienti da indagini archeologiche effettuate in città negli ultimi decenni.
Ci sono oggetti legati alla vita quotidiana, all’economia, alla religione e alle abitazioni private.
Sono piccoli frammenti che permettono di ricostruire una città che altrimenti sarebbe quasi invisibile.
Anche le case raccontano la Vercellae romana
Uno degli aspetti più interessanti delle ricerche archeologiche riguarda proprio l’edilizia privata.
Gli scavi hanno permesso di riconoscere strutture abitative romane e testimonianze delle trasformazioni urbanistiche avvenute quando l’antico insediamento preromano venne progressivamente trasformato secondo nuovi modelli edilizi.
Non stiamo quindi parlando soltanto di monumenti. La romanizzazione cambiò il modo stesso di costruire e abitare la città.
E probabilmente c’era anche un anfiteatro
Le testimonianze della Vercelli romana comprendono anche tracce attribuite a un anfiteatro.
La sua posizione è stata oggetto di studi e ricostruzioni storiche, e i resti non sono oggi immediatamente leggibili come accade, per esempio, in alcune grandi città romane italiane.
È un’altra caratteristica di Vercelli: la città romana è molto più nascosta che monumentale.
Non ci sono grandi rovine che dominano il centro. Bisogna cercarle.
È proprio questo il bello
A Vercelli non bisogna aspettarsi di trovare una piccola Pompei. La città romana è stata sepolta dalla città che è venuta dopo.
Medioevo, età moderna e contemporanea hanno costruito sopra le tracce precedenti. E così il passato è diventato invisibile. Ma non è scomparso.
Ogni scavo, ogni ritrovamento e ogni frammento permette di ricostruirne un pezzo.
La Vercelli che vediamo e quella che non vediamo
È forse questo il modo più interessante per visitare il centro.
Guardare una strada e provare a immaginare cosa ci fosse lì duemila anni fa.
Entrare in una piazza e chiedersi se proprio sotto quei sampietrini ci fosse il cuore della città romana.
Passare davanti a un museo e pensare che alcuni degli oggetti conservati al suo interno sono stati trovati a pochi metri da dove stiamo camminando.
La Vercelli romana non è una città perduta chissà dove. È sotto la città che conosciamo.
Basta cambiare prospettiva
Biella ci ha raccontato una città costruita su due livelli.
Asti ci ha mostrato il potere medievale attraverso le sue torri.
Novara ci ha fatto guardare verso il cielo, seguendo la cupola di Antonelli.
Vercelli ci porta invece sotto terra.
Perché la sua storia più antica non si trova soltanto nei monumenti che vediamo.
Si trova anche sotto le strade, nei reperti conservati nei musei e nelle tracce archeologiche che permettono di ricostruire una città che esisteva quasi duemila anni fa.
E la prossima volta che attraverseremo il centro di Vercelli, potrebbe bastare una semplice domanda: che cosa c’era qui prima della città che vediamo oggi?
La risposta, in molti casi, è Vercellae.
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