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All’abbazia di Staffarda tornano i pipistrelli e si potranno osservare col nuovo impianto video

Tecnologia all’avanguardia per osservare la natura senza disturbarla: l’Abbazia cistercense di Staffarda diventa finestra privilegiata sulla vita dei chirotteri, tra scienza, tutela ambientale e meraviglia.

Gabriele Farina

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REVELLO – Con l’arrivo della primavera, all’Abbazia di Staffarda è tornato uno spettacolo tanto silenzioso quanto affascinante: il ritorno dei pipistrelli. Da più di un secolo, centinaia di femmine di Myotis myotis e Myotis blythii scelgono questo angolo di Medioevo ai piedi del Monviso per dare inizio alla loro stagione riproduttiva. A giugno, al culmine del ciclo, si contano fino a 1.200 esemplari appesi in fitta colonia nei locali protetti del complesso.

Ma quest’anno, a rendere ancora più straordinaria l’esperienza, c’è una novità: un impianto video ad alta definizione, con tecnologia a infrarossi, permette per la prima volta di osservare in tempo reale – e senza disturbare – le attività della colonia. Il sistema, installato dal Parco del Monviso, rappresenta un piccolo gioiello di ingegneria naturalistica: due telecamere, una fissa per la visione d’insieme e una motorizzata con zoom ottico 25x, trasmettono immagini nitide e suggestive a uno schermo posto in una sala adiacente, accessibile ai visitatori.

Un modo nuovo e coinvolgente di avvicinarsi a questi animali tanto schivi quanto fondamentali per l’equilibrio degli ecosistemi. Grazie alla visione notturna a infrarossi, sarà possibile cogliere momenti di straordinaria intimità: le madri che, tra giugno e luglio, partoriscono e allattano i piccoli; i primi voli incerti; le danze silenziose notturne. E tutto questo senza interferire con la fragilità di un ciclo naturale millenario.

Studio e divulgazione

Il valore dell’impianto non è solo divulgativo. Anche i chirotterologi – gli studiosi dei pipistrelli – potranno utilizzare il sistema per monitorare a distanza la colonia, valutarne la consistenza e documentare il successo riproduttivo. Una risorsa preziosa per la ricerca scientifica e per la conservazione di specie protette dalla normativa europea.

Il progetto nasce dalla collaborazione tra il Parco del Monviso, la Fondazione Ordine Mauriziano e l’associazione DialogArt, che gestisce l’apertura e le visite guidate del complesso. È un esempio virtuoso di come la valorizzazione turistica e la tutela della biodiversità possano convivere, in un equilibrio delicato e potente, proprio come quello tra i pipistrelli e l’Abbazia che li accoglie.

Non a caso, dal 2019, l’area di Staffarda è inserita nella rete europea Natura 2000 come Sito di Importanza Comunitaria (SIC IT1160041), per la presenza di uno degli ultimi boschi planiziali del Piemonte e per il valore ambientale della colonia. È il secondo insediamento di pipistrelli per dimensioni nel Nord-Ovest italiano, un presidio ecologico che testimonia l’elevata qualità ambientale del territorio.

Per chi visiterà Staffarda nei prossimi mesi, l’occasione è doppia: riscoprire uno dei luoghi spirituali e architettonici più suggestivi del Piemonte, e osservare da vicino – seppur attraverso uno schermo – la vita misteriosa di creature notturne che ci raccontano quanto sia fragile e, insieme, resistente la bellezza della natura.

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