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Torino Pride 2025, più di 150mila persone per le strade della città

Al grido di “Senza esclusione di corpi”, la marcia per i diritti e l’autodeterminazione della comunità LGBTQIA+, contro ogni forma di violenza e discriminazione

Elena Prato

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TORINO – Oggi pomeriggio, oltre 150.000 persone hanno attraversato Torino, portando in strada le soggettività, le proprie storie e le rivendicazioni. Una marcia che ha percorso la città da corso Principe Eugenio fino a piazza Vittorio, con oltre 50 realtà aderenti e 22 carri.

 

«Abbiamo celebrato il Pride insieme, senza esclusione di corpi, come ci ricorda il nostro claim – ha dichiarato Luca Minici, coordinatore del Torino Pride – Abbiamo portato nelle strade le ferite e i desideri, le alleanze e le fragilità. Siamo statə migliaia e migliaia, e ogni persona ha portato la propria versione di sé dentro al Pride. Da chi ha voce e chi lotta per averne, da chi è al suo primo Pride a chi ne ha visti mille, in un Paese che ci zittisce e ci vorrebbe invisibili, abbiamo fatto esattamente il contrario: ci siamo presə la scena, abbiamo invaso gli spazi, abbiamo risposto con tutti i nostri corpi. Siamo qui e non ce ne andremo!».

 

La piazza finale ha dato spazio alle voci del Coordinamento Torino Pride e delle tante realtà e associazioni che hanno aderito al Torino Pride 2025: una comunità determinata e rumorosa, che non si fa intimidire neppure dai venti politici nerissimi che spirano in Italia, in Europa e nel mondo.
Insieme a loro la rapper BigMama che ha parlato di orgoglio e di appartenenza, di corpo e libertà. Ha ricordato che nessuna persona va lasciata indietro. Quasi al termine dei discorsi anche un emozionante intervento della cantante Giglio.

 

«A un certo punto, era chiaro a tuttə: eravamo tantissimə. È sempre emozionante e galvanizzante osservare via Po come un corpo fluido di voci, passi e determinazione che fa tremare la strada. Non più un gruppo ma una città in movimento. E tante, tante persone ai bordi del corteo, pronte ad attenderci. Questo Pride ha mostrato che la nostra comunità non è sola e non è piccola. Siamo corpi che reclamano spazio, diritti e ascolto. E non faremo passi indietro» commenta Margherita Anna Jannon, segretaria del Torino Pride.

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1 Commento

1 Commento

  1. Ardmando

    8 Giugno 2025 at 17:27

    Speriamo che anche in Italia si arrivi a fare come in Ungheria, col divieto per queste manifestazioni.

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