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Claudio 55enne ingegnere di Torino in sciopero della fame da 3 giorni tra i manifestanti che hanno bloccato Corso Vittorio Emanuele II

Claudio, 55 anni, ingegnere torinese, al terzo giorno di sciopero della fame per chiedere al governo di riconoscere il genocidio a Gaza

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TORINO – Tra le persone che questa mattina hanno bloccato il traffico in corso Vittorio Emanuele II a Torino, spicca la figura di Claudio, 55 anni, ingegnere, giunto al terzo giorno di sciopero della fame. Una scelta estrema, spiegata in prima persona come atto di pressione morale e politica verso il governo italiano.

“Sento il dovere morale di sperimentare ogni forma di pressione, anche quella estrema dello sciopero della fame ad oltranza – ha dichiarato – per spingere il Governo italiano a riconoscere il genocidio in corso del popolo palestinese da parte dello Stato israeliano, sospendere ogni accordo di cooperazione tecnologica e militare e creare un corridoio umanitario via mare come richiesto dalla Global Sumud Flottilla e dalle Thousand Madleens to Gaza”.

L’iniziativa rientra in una giornata di mobilitazione promossa da Ultima Generazione e Palestine Action Italia, già protagoniste la scorsa settimana del blocco delle armi dirette a Israele dal porto di Ravenna. A Torino, gli attivisti hanno ribadito la volontà di esporsi personalmente nonostante le nuove misure restrittive introdotte dal decreto sicurezza.

Le organizzazioni chiedono al governo Meloni di riconoscere formalmente il genocidio a Gaza, sottolineando che diversi organismi internazionali – tra cui la Commissione indipendente d’inchiesta delle Nazioni Unite – hanno già parlato di responsabilità giuridica precisa. Nel mirino anche le aziende italiane che continuano a commerciare con Israele: il movimento invita i cittadini a unirsi al boicottaggio come forma di resistenza civile.

Secondo i promotori, sono già oltre 54mila le persone che hanno aderito alla campagna.

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