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Sulla vendita de La Stampa e Repubblica interviene anche il cardinale Repole

I timori del cardinale Repole

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TORINO – Non è un periodo facile per i giornali torinesi.

Non solo è stata annunciata la cessione del gruppo Gedi alla società greca Antenna, ma vi è particolare attenzione al destino de La Stampa, il giornale più storico di Torino è ora ufficialmente in vendita. Le voci e le fughe di notizie delle scorse settimane sono state confermate da un incontro (più volte richiesto e sempre rimandato) tra la redazione del giornale e l’editore.

La Stampa, testata che supera i 150 anni di vita, insieme a La Repubblica e alla Sentinella del Canavese, costituisce un patrimonio culturale e sociale del territorio. Su quanto sta accadendo sono intervenuti i sindacati, ma non solo.

Sul caso si è espresso anche il cardinale Roberto Repole che, tramite una nota ufficiale ha dichiarato:

In un momento storico molto delicato per il futuro della democrazia in Europa e nel mondo credo indispensabile che una grande città come Torino, già molto travagliata, conservi strumenti d’informazione adeguati a conoscere la realtà e a formare l’opinione pubblica.

Per questo, nel completo rispetto per la libertà d’impresa dell’editrice che pubblica i quotidiani La Stampa e Repubblica e riconoscendo l’ovvio diritto di operare compravendite anche nel settore dell’editoria, condivido il diffuso timore che Torino possa uscire gravemente impoverito dall’eventuale trasferimento della proprietà delle prestigiose testate a soggetti che operano lontano dal Piemonte e forse dall’Italia.

Mi auguro anche che non vengano dispersi posti di lavoro e il grande patrimonio di professionalità maturato dalle Redazioni giornalistiche.

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