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Quando il fuoco colpì Torino: il ricordo della strage del Cinema Statuto

Il ricordo di una strage del secolo scorso che riaffiora, nel rispetto delle vittime di ieri e di oggi

Chiara Scerba

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TORINO – Le immagini e le notizie che arrivano da Crans-Montana in queste ore riportano alla memoria, per molti torinesi, una ferita mai rimarginata. Anche Torino, infatti, conosce cosa significhi una tragedia causata da un incendio in un luogo di aggregazione.

Era il 13 febbraio 1983, ultima domenica di Carnevale. In via Cibrario, al Cinema Statuto, un corto circuito fece divampare un incendio durante la proiezione di un film. In sala c’erano circa cento persone. In pochi minuti, fumo e gas letali invasero platea e galleria. Le luci rimasero spente, il film non venne interrotto e molte uscite erano chiuse.

Fu una strage. 64 persone persero la vita, soffocate dal monossido di carbonio. La vittima più giovane aveva appena sette anni. La città reagì con dolore e indignazione. Il 15 febbraio 1983 Torino si fermò per i funerali di Stato, alla presenza del presidente della Repubblica Sandro Pertini. Oggi il cinema non esiste più, ma a pochi metri dal luogo della tragedia un’aiuola e una targa ricordano quelle vittime.

Quella notte cambiò per sempre la normativa italiana sulla sicurezza nei locali pubblici. Un’eredità dolorosa, che ancora oggi rappresenta un monito: la sicurezza non è mai un dettaglio, soprattutto nei luoghi di incontro.

Un ricordo che non vuole sovrapporsi alla tragedia di Crans-Montana, ma che riaffiora come memoria condivisa nel rispetto delle vittime di ieri e di oggi.

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