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Strage di Crans-Montana, identificate altre vittime: confermati tre giovani italiani, due dispersi

Sale a 24 il numero delle vittime dell’incendio di Crans-Montana identificate dalla polizia svizzera

Chiara Scerba

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DOMODOSSOLA – Emergono nuovi, drammatici aggiornamenti sulla tragedia avvenuta nella notte di Capodanno nel pub Le Constellation a Crans-Montana. La Polizia vallesana ha comunicato che nelle ultime ore sono state identificate altre 16 vittime, i cui corpi sono stati restituiti alle famiglie. Sale così a 24 il numero dei giovani identificati sui 40 deceduti complessivi.

Tra le vittime ufficialmente riconosciute figurano anche tre ragazzi italiani di 16 e 17 anni. Si tratta di Giovanni Tamburi, Achille Barosi ed Emanuele Galeppini. A confermare l’identificazione è stato l’ambasciatore d’Italia in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, che ha precisato come le famiglie siano state informate nelle ultime ore.

Tamburi, bolognese, era stato perso di vista da un amico durante la fuga dal locale. Galeppini, originario di Rapallo ma residente a Dubai, era un promettente golfista e tifoso del Genoa. Barosi, milanese, era rientrato nel pub intorno all’1.30 per recuperare giacca e telefono; la sua famiglia possiede una casa a Crans-Montana. Il ragazzo era amico della ragazza originaria di Arona Chiara Costanzo, anch’essa tra le vittime.

Restano infatti due italiani ancora dispersi, sui quali si concentra l’angoscia delle famiglie, aggravata dai tempi lunghi necessari per il riconoscimento dei corpi. Le autorità svizzere hanno spiegato che alcune identificazioni richiederanno ancora giorni, anche attraverso comparazioni del DNA.

Sale a 24 il numero delle vittime dell’incendio di Crans-Montana identificate dalla polizia svizzera.

Il bilancio complessivo parla di 121 feriti, cinque dei quali non ancora identificati, e 40 morti. I primi otto giovani riconosciuti erano svizzeri: quattro ragazze di 24, 22, 21 e 16 anni e quattro ragazzi di 21, 18 e 16 anni. I loro corpi sono già stati restituiti alle famiglie.

In Svizzera è stato proclamato lutto nazionale per il 9 gennaio.

Per quanto riguarda i feriti italiani, il numero sale da 13 a 14. Nove sono già stati rimpatriati e ricoverati all’ospedale Niguarda di Milano. Nelle ultime ore un elicottero della Protezione civile della Valle d’Aosta ha trasportato da Losanna la quindicenne Sofia, gravemente ustionata. Nel pomeriggio è arrivata da Zurigo, in condizioni critiche, anche la compagna di classe Francesca.

Intanto la Procura generale del Cantone Vallese ha aperto un’indagine penale nei confronti dei due proprietari francesi del locale, Jacques e Jessica Moretti. Proseguono gli accertamenti sulle cause dell’incendio e sulle condizioni di sicurezza della struttura.

Sul posto è attiva una unità di crisi del Consolato generale d’Italia a Ginevra, in collegamento con la Farnesina. Presenti anche operatori della Protezione civile italiana, sanitari e psicologi dell’emergenza provenienti dalla Piemonte e della Valle d’Aosta.

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