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Licenziati tutti i dipendenti delle Terme di Acqui

Continua il calvario della città termale alessandrina

Redazione Quotidiano Piemontese

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ACQUI TERME – Con una raccomandata inviata e firmata dal procuratore speciale Riccardo Gallo è stato comunicato il licenziamento dei dipendenti delle Terme di Acqui. I licenziamenti sono pervenuti a inizio settimana a 25 lavoratrici, tra assunte a tempo indeterminato e stagionali.

Lo Speciale di QP sulle Terme di Acqui Terme

Scrive sui social la segretaria provinciale Uiltucs Uil Maura Settimo

Da tempo seguiamo una trattativa tra il Comune e Alessandro Patter sul futuro delle Terme, la diatriba sulle concessioni delle acque e la proposta, rifiutata, di traghettare il passaggio dei lavoratori nel percorso alla nuova “gestione delle acque”. Salvaguardare il lavoro e la professionalità sarebbe stato un atto dovuto nei confronti di dipendenti che hanno dato la propria vita lavorativa in questa importante azienda.

Si è deciso, invece, di percorrere la strada più semplice: licenziare i dipendenti. Come UILTUCS abbiamo già intrapreso un colloquio, al momento informale, con l’Amministrazione Comunale e chiederemo un incontro urgente congiunto chiedendo anche il coinvolgimento del Governatore della Regione Piemonte Alberto Cirio che ha già dimostrato, una particolare attenzione in merito alla vicenda. Chiederemo un intervento straordinario di tutti i rappresentanti della politica locale che hanno a cuore le sorti dei lavoratori e delle loro famiglie. L’intera Provincia di Alessandria è colpita. Oggi le dipendenti sono particolarmente amareggiate e si sentono abbandonate da un’Azienda che da sempre ha considerato la loro professionalità e anzianità di servizio come un peso economico e mai un valore aggiunto.
Oggi la Società ha voluto concludere la “gestione” delle Terme coerentemente con il poco rispetto che ha caratterizzato questi anni di management che hanno portato alla demolizione di un patrimonio di inestimabile valore. Ora le domande sono molte:

Ci chiediamo infatti, perché non si sia accettata la proroga? Perché non si siano messi in sicurezza i lavoratori? Perché si scelta la strada dei licenziamenti. Perché le Organizzazioni Sindacali non sono state convocate? Tutte domande che meritano una risposta immediata da parte di tutti i soggetti coinvolti in questa vicenda che vede le lavoratrici e i lavoratori tormentati da anni. Nel frattempo abbiamo attivato il nostro ufficio legale per la tutela dei dipendenti oltre a mettere in campo ogni azione che possa riportare l’attenzione sulla vicenda. Non escludiamo, infatti, picchetti o manifestazioni sul territorio.

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