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Dopo l’ondata di freddo arriva la perturbazione atlantica, temperature in rialzo e raffiche di vento oltre 100-140 km/h

Netto rinforzo dei venti di foehn

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TORINO – Lasciata alle spalle una delle notti più fredde degli ultimi dieci anni, in Piemonte si sta già cominciando a registrare un aumento delle temperature su tutte le aree alpine piemontesi.

Secondo il meteorologo Andrea Vuolo, sono gli effetti della perturbazione atlantica in arrivo da Nordovest la quale, ad intermittenza, tra la giornata di oggi e venerdì 9 gennaio 2026, causerà precipitazioni da sfondamento dal versante francese soprattutto sulle medio-alte valli dal Monviso all’Ossola, localmente fitte sui crinali di confine e copiose sulla Valle D’Aosta occidentale.

La quota neve in Piemonte risulterà marcatamente variabile e in genere superiore ai 1.000-1.400 metri su settori vallivi interni dal Torinese al VCO, ma con locali sconfinamenti a quote inferiori tra Sesia e Ossola dai 500-700 metri, temporaneamente anche più in basso in caso di rovesci più intensi. Le precipitazioni da sfondamento, ben poco predicibili nella loro intensità ed estensione longitudinale, avverranno con 2-3 diversi impulsi, specie tra questa sera e la prossima notte e nel pomeriggio-sera di domani.

Seguirà, conclude il meteorologo, anche un netto rinforzo dei venti di foehn che in quota risulteranno talora tempestosi con raffiche fino ad oltre 100-140 km/h sopra i 2.500-3.000 metri (inclusi alcuni fondovalle stretti con disposizione Ovest-Est come quello di Susa), ma in estensione anche in pianura tra venerdì sera e sabato mattina su tutte le aree occidentali e settentrionali della regione.

In copertina l’immagine del muro del foehn che avanza verso le alte valli del Piemonte, qui ben evidente dalla webcam di Borgone di Susa (TO).

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