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Anche alcune fondazioni bancarie piemontesi nelle operazioni di acquisto del quotidiano La Stampa

Continuano le trattative per l’acquisto de La Stampa

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TORINO – Continuano le trattative per l’acquisto de La Stampa. Vi avevamo già parlato tempo fa dell’interessamento del gruppo Sae, di Alberto Leonardis, già proprietaria delle testate ‘Il Tirreno’ e ‘La Nuova Sardegna’. L’azienda aveva presentato una manifestazione d’interesse formale per lo storico quotidiano con sede a Torino in cordata con alcune realtà piemontesi. La cifra ufficiale per l’acquisto di circa 40 milioni.

La Stampa, quindi, sarebbe fuori dalla trattativa fra John Elkann e il miliardario greco Theodore Kyriakou per la cessione del gruppo editoriale Gedi. Secondo quanto riportato da Open, in questi giorni sarebbero andate molto avanti le trattative con il gruppo Sae, al momento un passo avanti rispetto alla cordata veneta guidata dal banchiere (Banca Finint) Enrico Marchi. Entrambi i gruppi  hanno rilevato da Gedi negli anni passati alcune testate locali un tempo appartenute a Finegil, e quindi sono ben conosciuti dal management di Elkann.

La presenza delle fondazioni bancarie

Dunque, tra oggi e domani Leonardis presenterà una proposta di acquisto formale anche se non vincolante a Gedi per l’acquisto de La Stampa. A quel punto gli offerenti potranno entrare formalmente in data room e avviare una due diligence sui conti del quotidiano torinese.

Non solo Leonardis, però. Come riporta sempre il giornale Open, “sarà una cordata con presenza di soggetti istituzionali come le fondazioni bancarie ad entrare in gioco nell’operazione. Ci sono stati contatti in corso sia con la Fondazione Crt di Torino che con la Fondazione Cassa di risparmio di Biella e forse anche con la Fondazione Banca popolare di Novara.

Ai soggetti istituzionali Sae nei prossimi giorni illustrerà il piano industriale per La Stampa che è già stato scritto e presentato a Gedi dopo la manifestazione di interesse. L’intenzione di Sae se l’operazione andrà in porto è quella di rilevare il quotidiano torinese con una nuova società che quindi potrà partire da zero, senza tenere conto del pregresso”.

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