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Il nuovo Questore di Torino Massimo Gambino si presenta alla stampa: «Nelle manifestazioni cercheremo il dialogo»

Dirigente generale di pubblica sicurezza, Gambino arriva da Bari per sostituire Sirna, nominato Questore di Reggio Calabria

Marco Lovisolo

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TORINO – Si è presentato il nuovo questore di Torino, Massimo Gambino, insediatosi ieri, 12 gennaio. Durante l’incontro con i giornalisti, ha sottolineato che «Torino è una piazza importante e mi riempie d’orgoglio essere in questa città. Proseguiremo sul solco di chi c’è stato prima di me e cercheremo di fare al massimo i nostri compiti» Prima di lui, Paolo Sirna, che lascia quindi Torino dopo poco più di un anno (il suo mandato da Questore di Torino era iniziato nell’ottobre 2024) e viene assegnato a Reggio Calabria. Anche lui si è insediato ieri.

Gambino, 62 anni, è già stato questore a Crotone, a Taranto, infine Bari, dall’ottobre 2024. Ora, l’approdo nel capoluogo piemontese, una città che il nuovo questore vuole conoscere a fondo: «È il mio primo giorno qui a Torino, ho trovato un bell’ambiente con i colleghi, piano piano comincerò a conoscere la città, devo ancora ambientarmi. Il questore non è solo il questore della città, ma dell’intero l’ambito metropolitano, quindi il mio impegno sarà di vivere quotidianamente tutto il territorio, come ho sempre fatto in tutte le altre realtà, immergendomi nelle diverse realtà» ha detto.

A chi gli ha chiesto di Askatasuna, Gambino non è entrato nel merito, ma ha promesso impegno e discrezione: «È una realtà che esiste e su cui bisognerà lavorare: però permettetemi di arrivarci in punta di piedi, perché non si può entrare in gamba tesa su una realtà che non si conosce. Sicuramente saranno i miei collaboratori a darmi una grande mano su questo». «Nelle manifestazioni cercheremo il dialogo» – ha anche aggiunto, riguardo al rischio di scontri tra Polizia e manifestanti – «Quello che cercheremo di fare è colloquiare con chi è disposto a farlo, cercare il contatto produttivo per evitare situazioni di pericolo per la cittadinanza e per gli operatori di Polizia».

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