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Al Sestriere lo spettacolo del “Cane Solare”: il parelio illumina le montagne piemontesi

Il parelio è un fenomeno ottico-atmosferico che si manifesta in particolari condizioni meteorologiche e di quota

Gabriele Farina

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SESTRIERE – Un cielo d’inverno capace di lasciare senza fiato. Nel pomeriggio di martedì 20 gennaio 2026, sulle montagne di Sestriere, in alta Val di Susa, la natura ha regalato uno spettacolo raro e affascinante, immortalato dall’obiettivo di Simone Grasso e pubblicato sulla pagina Facebook di Centro Meteo Piemonte. Intorno al Sole sono apparse due intense macchie luminose, simmetriche e colorate, che hanno attirato l’attenzione di appassionati e curiosi: si tratta di un parelio, noto anche come “Cane Solare”.

Il parelio è un fenomeno ottico-atmosferico che si manifesta in particolari condizioni meteorologiche e di quota. È causato dalla rifrazione della luce solare attraverso minuscoli cristalli di ghiaccio sospesi nell’atmosfera, tipicamente presenti nelle nubi medio-alte, spesso di tipo cirriforme. Queste nubi, sottili e quasi impalpabili, possono passare inosservate, ma diventano protagoniste quando la luce del Sole le attraversa nel modo giusto.

I cristalli di ghiaccio, dalla forma esagonale, agiscono come veri e propri prismi naturali: la luce solare viene deviata in più direzioni, ma con un angolo minimo di circa 15°–22° rispetto alla posizione del Sole. È proprio questa deviazione a generare le caratteristiche macchie luminose ai lati del disco solare, spesso accompagnate da sfumature che ricordano i colori dell’arcobaleno.

Fenomeni come il parelio non sono pericolosi, ma restano relativamente rari e fortemente dipendenti dalle condizioni atmosferiche, motivo per cui ogni avvistamento suscita grande interesse. Le zone montane, soprattutto in inverno, offrono un contesto ideale grazie all’aria fredda, secca e ricca di cristalli di ghiaccio in quota.

Lo scatto di Simone Grasso non è solo una fotografia suggestiva, ma anche una testimonianza di quanto il cielo sappia sorprendere, trasformandosi in una sorta di laboratorio naturale a cielo aperto. Un promemoria silenzioso del fatto che, anche nelle giornate più fredde, basta alzare lo sguardo per assistere a uno degli spettacoli più affascinanti che la fisica dell’atmosfera possa offrire.

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