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La Holden di Baricco rievoca le origini e propone nuove vedute: dai corsi alle agevolazioni, quali le novità
La scuola rilancia una formazione basata su pratica laboratoriale e accessibilità economica, focus su Academy Cinema
TORINO – Raccontare e abitare le storie, prima ancora che insegnare tecniche. È da qui che la Scuola Holden di Baricco continua a ripartire, a più di trent’anni dalla sua fondazione. Questo quanto ribadito alla conferenza stampa tenutasi negli spazi della scuola, occasione per presentare i nuovi percorsi formativi che prenderanno avvio dall’autunno 2026 e per chiarire, ancora una volta, quale sia l’idea di formazione che la Holden intende portare avanti.
Fondata nel 1994 in un’epoca in cui le parole “Narrazione” e “Storytelling” erano tutt’altro che di moda, la scuola si è costruita negli anni una reputazione solida e allo stesso tempo molto discussa: luogo di sperimentazione culturale e fucina di talenti per alcuni, realtà percepita come elitaria per altri.
Un’ambivalenza che accompagna da sempre la Holden e che fa da sfondo anche alle novità annunciate, tutte orientate – nelle intenzioni dichiarate – a rafforzare un’idea di formazione trasversale, fondata sulla pratica e sul dialogo tra linguaggi.
Abitare le storie, prima dei generi
A guidare oggi la Scuola Holden è Alberico Guerzoni, direttore generale del Polo Education Feltrinelli dal gennaio 2025. Nel suo intervento, Guerzoni ha sottolineato il valore di una comunità composta da docenti e professionisti capaci di muoversi tra registri diversi senza perdere di vista il cuore del lavoro: la formazione.
Una formazione che, nelle parole della direzione, non si limita alla trasmissione di competenze tecniche, ma mira a costruire uno sguardo sul mondo. Un’idea condivisa anche da Alessandro Baricco, fondatore e direttore della Scuola, che continua a supportare il lavoro della squadra didattica.
Ritorno al futuro: i nuovi ma primordiali corsi
Il 2026 sarà un anno di cambiamenti importanti soprattutto sul piano didattico, come ha spiegato il direttore didattico Martino Gozzi. Il punto di partenza è una rilettura delle origini: nel 1994 la Holden nacque con due programmi principali, il Biennio delle tecniche della narrazione e un percorso intensivo pensato per chi già lavorava. Due formule che, pur trasformandosi nel tempo, avevano già al centro la pratica laboratoriale e l’idea del docente come mediatore più che come figura verticale.
Da questo lavoro di revisione “filologica” ritornano oggi Original e Fondamenta, due corsi che riprendono quello spirito iniziale aggiornandolo alle esigenze contemporanee. L’obiettivo dichiarato resta quello di “abitare le storie”, attraversando generi e linguaggi prima di specializzarsi, evitando schematismi rigidi e favorendo la contaminazione.
La nuova Academy Cinema: scrivere con le immagini
La novità più rilevante annunciata è però la nascita di Academy Cinema, che si affianca ad Academy Scrivere, il percorso triennale riconosciuto dal Ministero attivo dal 2019. A presentarla è stata Annalisa Ambrosio, che ha definito Academy Cinema un “gemello diverso”: stesso tempo di bottega, ma un focus specifico sulla scrittura per immagini.
In un panorama italiano già ricco di scuole di cinema, la Holden rivendica una posizione laterale: vuole formare sceneggiatori e autori visivi, capaci di muoversi tra cinema, televisione e contenuti digitali.
Academy Cinema dialogherà inoltre con il territorio torinese, che ospita realtà come il Museo Nazionale del Cinema, il Torino Film Festival, il TorinoFilmLab e la Film Commission Torino Piemonte.
Costi ridotti, agevolazioni e borse di studio
Uno dei temi più sensibili riguarda l’apertura verso l’esterno e l’accessibilità. Per l’anno accademico 2026/27 la scuola ha annunciato un sistema di rette differenziate su tre fasce di reddito, un aumento delle borse di studio e una distribuzione che tiene conto prioritariamente delle fasce ISEE più basse.
Un palinsesto ricco di eventi
Accanto alla didattica, la Holden rafforza anche il calendario di eventi, infatti da febbraio a maggio sono in programma incontri con registi, scrittori e artisti, tra cui Francesco Sossai, Cristiano Cavina, Margherita Vicario, e molti altri per un’esperienza collettiva di crescita e realizzazione di cortometraggi.
Quella emersa alla Scuola Holden è l’immagine di un’istituzione che prova a ridefinire il proprio racconto senza rinnegare le origini. Un progetto che continua a suscitare fascino e interrogativi, ma che rivendica con chiarezza il valore di un apprendimento “a tutto tondo”, capace di attraversare le storie prima ancora di insegnare come scriverle.
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