Biella, vie simbolicamente intitolate alle vittime di mafia: l’azione di Extinction Rebellion accanto alla sede di Fratelli d’Italia
L’azione a Biella di Extinction Rebellion
BIELLA – Biella si è svegliata questa mattina con una nuova geografia simbolica. Alcune delle principali vie del centro – da via Italia a via Cristoforo Colombo – sono state rinominate con i nomi di vittime della mafia: Peppino Impastato, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Rita Atria, Pino Puglisi e Renata Fonte.
A firmare il gesto è Extinction Rebellion, movimento nonviolento per la giustizia climatica e sociale, che ha voluto così lanciare un messaggio politico in una città finita recentemente al centro dell’inchiesta Delmastro-Caroccia.
L’azione – spiegano gli attivisti – non è isolata. Nei giorni precedenti all’8 marzo, il movimento aveva già realizzato un’iniziativa simile a Torino, reintitolando alcune vie alle partigiane della Resistenza. A Biella, però, il contesto è diverso e più esplicitamente politico: molte delle strade interessate ospitano sedi locali di partiti come Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia.
Il riferimento è all’inchiesta giornalistica che, nelle scorse settimane, ha coinvolto figure di primo piano della politica piemontese e nazionale, tra cui Andrea Delmastro ed Elena Chiorino.
«Cambiamo i nomi di queste vie perché vengono attraversate ogni giorno da chi, mentre porta avanti politiche che negano diritti e distruggono la terra, fa anche affari con la mafia», afferma il movimento in una nota. «Biella e il Piemonte non saranno l’ennesimo simbolo di un sistema politico colluso».
Nel comunicato, Extinction Rebellion richiama anche precedenti vicende giudiziarie, come quella che ha coinvolto Roberto Rosso, ex assessore regionale, accusato di voto di scambio politico-mafioso in relazione alle elezioni del 2019. Il cosiddetto “caso Delmastro” – sottolineano gli attivisti – avrebbe già prodotto conseguenze politiche rilevanti, con una serie di dimissioni che hanno interessato gli stessi protagonisti.
Sassolini nelle scarpe
Non manca, infine, un passaggio polemico nei confronti delle dichiarazioni rilasciate in passato dagli esponenti politici coinvolti. Extinction Rebellion ricorda come Chiorino avesse definito “un oltraggio” un’azione del movimento durante una commemorazione delle Forze Armate, mentre Delmastro, in occasione di una visita al cantiere Tav in Val di Susa, aveva paragonato i No Tav alla mafia.
«Le stesse persone che hanno attaccato movimenti, studenti e società civile oggi sono al centro di uno scandalo politico», prosegue il comunicato. «Ricordiamo chi ha sacrificato la propria vita per la giustizia e la difesa dell’interesse collettivo. In un mondo sull’orlo del collasso ecologico, è necessario riscrivere un’altra storia».
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