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Auto elettrica accessibile: Stellantis punta su Pomigliano. E a Torino niente

Stellantis produrrà dal 2028 una nuova citycar elettrica economica nello stabilimento di Pomigliano. La notizia e le ricadute sulla filiera automotive piemontese.

Luca Vercellin

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TORINO . Dal 2028, il gruppo Stellantis produrrà una nuova citycar elettrica a basso costo nello stabilimento campano di Pomigliano d’Arco. Una notizia che riguarda da vicino anche il Piemonte, cuore storico dell’automotive italiano e sede di numerosi fornitori e centri di ricerca del gruppo.

La decisione risponde a un preciso indirizzo della Commissione europea, che negli ultimi mesi ha sollecitato i costruttori del Vecchio Continente a puntare sulle cosiddette e-car — dove la “E” sta per europea, elettrica ed ecologica — auto piccole e alla portata di tutti, capaci di rilanciare un segmento in forte calo e di accelerare la diffusione della mobilità elettrica nelle città.

UNA RISPOSTA ALL’EUROPA

A Bruxelles hanno individuato in questo tipo di veicolo uno strumento concreto: non solo per ridurre le emissioni nei centri urbani, ma anche per tutelare i livelli occupazionali in un settore sotto pressione. È in questa cornice che si inserisce la mossa di Stellantis.

“I clienti chiedono il ritorno di auto piccole, dal design distintivo, prodotte con orgoglio in Europa, accessibili ed ecologiche”, ha dichiarato il ceo Antonio Filosa. Una filosofia che – aggiunge il manager – affonda le radici nel DNA europeo del gruppo, da sempre legato alle utilitarie popolari.

Con il pacchetto automobilistico presentato dalla Commissione europea il 16 dicembre 2025, è stata introdotta una nuova sottocategoria normativa dedicata alle cosiddette e-car — acronimo che sta per European Electric Ecological Car, ma anche Small Affordable Car nella terminologia tecnica ufficiale.

Si tratta di veicoli elettrici con lunghezza inferiore a 4,2 metri, per i quali la Commissione intende ridurre gli obblighi normativi per almeno dieci anni, alleggerendo così i vincoli tecnici che rendevano poco conveniente la produzione di piccole elettriche economiche.

Il cuore del meccanismo è il sistema dei supercrediti: ogni e-car venduta non varrà come 1, ma come 1,3 veicoli ai fini del calcolo delle emissioni di CO₂ della flotta del costruttore — ma solo se prodotta all’interno dell’Unione europea. In questo modo i produttori sono fortemente incentivati a tenere (o riportare) la produzione di piccole elettriche in Europa.

Sul fronte degli incentivi all’acquisto, il prezzo di listino previsto si colloca tra i 15.000 e i 20.000 euro per le citycar elettriche nella categoria M1E. Per accedere ai benefici, ogni auto dovrà rispettare un doppio vincolo: essere assemblata in Europa e contenere almeno il 70% di componenti europei (batterie escluse).

La Commissione si impegna a mantenere in vigore le nuove regole per almeno dieci anni e raccomanda agli Stati membri di prevedere bonus d’acquisto, programmi di rottamazione, condizioni di parcheggio favorevoli, esenzioni o riduzioni del pedaggio e ricarica a tariffa ridotta per questi veicol

POMIGLIANO PROTAGONISTA, TORINO IN RISERVA

La fabbrica campana, dove oggi escono la Fiat Pandina e l’Alfa Romeo Tonale, diventerà il cuore produttivo del nuovo modello. Stellantis promette “volumi significativi”, un design all’avanguardia e tecnologie di ricarica di livello mondiale.

La partita dell’auto elettrica accessibile, insomma, si gioca su più tavoli. E il Piemonte – che aspetta ancora risposte chiare sul futuro degli impianti torinesi – guarda con attenzione a ogni mossa del gruppo.

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