Il racconto di Paolo Lucà della storia degli ultimi anni del FolkClub di Torino e delle ragioni che gli hanno imposto di chiudere
Lucà ha voluto presentare un quadro desolante legato al sistema fallimentare dei bandi
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TORINO – In un accorato racconto Paolo Lucà ha narrato in un incontro pubblico la storia degli ultimi anni di gestione del FolkClub di Torino, che hanno portato alla decisione della chiusura.
Paolo Lucà ha voluto presentare un quadro desolante legato al sistema fallimentare dei bandi che porta incertezza e ritardi, con una gestione burocratica e un grave ritardo nel versamento dei fondi. Altro problema è la mancanza di fondi retroattiva e la sorpresa di essere idonei ma non finanziati per esaurimento risorse.
Con questo quadro la sostenibilità è impossibile come l’impossibilità di pianificare e la necessità di coprire i passivi a proprie spese o lavorando gratuitamente.
Per far sopravvivere il Folk Club, o qualsiasi realtà analoga, non bastano i sacrifici dei singoli, ma servono presupposti come una prospettiva di lungo termine che permetta un progetto con un orizzonte temporale di almeno 5-10 anni per poter avere un personale qualificato e retribuito e una struttura economica solida in grado di garantire le attività e i diritti dei lavoratori.
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