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CronacaTorino

Ruba un mezzo Amiat, finisce contro una auto ferma al semaforo e poi scappa

Il mezzo Amiat sottratto mentre l’operatrice svolgeva il suo lavoro

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TORINO – Un furto un po’ fuori dal comune si è consumato nella mattinata di oggi in piazza Rebaudengo a Torino.

Cosa è successo

Una operatrice Amiat stava svolgendo il proprio lavoro ma, mentre era fuori dal mezzo, un’altra persona ha deciso di prendere il suo posto: il mezzo di servizio è stato sottratto e utilizzato durante una fuga da una donna che è poi finita contro una automobile ferma al semaforo.
Fortunatamente non si sono registrati feriti.

La persona responsabile, dopo aver abbandonato il mezzo, si sarebbe poi diretta verso l’area delle ex Piscine Sempione.

A denunciare quanto successo è Verangela Marino, capogruppo di Fratelli d’Italia in Circoscrizione 6 che sui social scrive

Da anni denunciamo il degrado di quell’area. Da anni chiediamo sicurezza, controlli, riqualificazione e una presenza concreta delle istituzioni. Da anni ascoltiamo annunci.
Nel frattempo, però, nei quartieri la realtà è un’altra.

Le ex Piscine Sempione sono diventate il simbolo di una gestione fallimentare del degrado urbano: un’area enorme, strategica per il quartiere, che dovrebbe essere un luogo di sport, aggregazione e socialità e che invece continua a essere associata a marginalità, spaccio, occupazioni e situazioni di illegalità.
E adesso basta.

Non accetto che la risposta della politica sia sempre la stessa: “stiamo lavorando”, “abbiamo un progetto”, “faremo”, “interverremo”.
I cittadini non vivono di comunicati stampa. I lavoratori non lavorano dentro i comunicati stampa. I cittadini vivono i quartieri. E nei quartieri la sicurezza si misura sulla strada.

Per questo, come Capogruppo di Fratelli d’Italia, chiedo alla Giunta Lo Russo di venire in Consiglio e rispondere senza più nascondersi dietro gli annunci.

Vogliamo sapere chi è il soggetto che dovrà concretamente riqualificare l’area. Vogliamo conoscere ogni dettaglio dell’operazione. Vogliamo sapere quali sono gli investimenti previsti. Vogliamo conoscere le garanzie. Ma soprattutto vogliamo una data.

QUANDO INIZIANO I LAVORI?

Non un generico “entro l’anno”.
Non l’ennesima promessa.

Una data. Un cronoprogramma. Una responsabilità.

Perché è inaccettabile che un’area comunale di queste dimensioni possa continuare a essere percepita come una zona franca.
E sia chiaro: non è un problema di “decoro”.

QUI PARLIAMO DI SICUREZZA.
Sicurezza per i residenti.
Sicurezza per i commercianti.
Sicurezza per chi frequenta il quartiere.
Sicurezza per i lavoratori Amiat che ogni giorno entrano nelle nostre strade per svolgere un servizio indispensabile.
E proprio ai lavoratori Amiat va tutta la mia solidarietà.

Non è normale che chi esce di casa per lavorare debba mettere in conto di poter vivere una situazione del genere.
Torino non può diventare una città nella quale chi rispetta le regole viene lasciato solo mentre chi le infrange trova spazi nei quali agire indisturbato.

E non possiamo continuare a chiamare “emergenza” qualcosa che ormai è diventato strutturale.
Le Piscine Sempione non possono diventare il nuovo “Tossic Park” di Torino.

Lo dico con tutta la durezza necessaria perché la situazione non venga ulteriormente minimizzata.
Servono controlli costanti, prevenzione, interventi sociali e sanitari per affrontare le dipendenze, ma soprattutto serve riprendere possesso dello spazio pubblico.

Un’amministrazione seria non può limitarsi a intervenire quando succede qualcosa di grave.
Deve impedire che certe condizioni si creino e si consolidino.

Questa amministrazione ha il dovere di spiegare ai torinesi perché un’area così importante sia ancora in queste condizioni e, soprattutto, quanto tempo dovremo ancora aspettare prima di vederla realmente trasformata.

Perché ogni mese che passa senza una soluzione concreta è un mese nel quale quell’area continua a essere sottratta ai cittadini.
Il tempo degli annunci è finito.
Adesso vogliamo fatti.
Vogliamo sicurezza.
Vogliamo riqualificazione.
Vogliamo responsabilità.

E soprattutto vogliamo che chi governa Torino smetta di considerare normale ciò che normale non è.
Perché un lavoratore Amiat deve poter fare il proprio lavoro senza paura.
Un cittadino deve poter vivere il proprio quartiere senza paura.
E un’area pubblica deve appartenere alla comunità, non al degrado.
Torino merita molto di più. E la Barriera di Milano non può più aspettare.

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