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L’auto che guida da sola: a Wave by Vento si testa il futuro di Stellantis

Uno sguardo sui primi sistemi di guida assistita avanzata di livello 2++, “hands-free”

Chiara Scerba

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TORINO – In occasione di Wave by Vento, il gruppo Stellantis ha svelato la rotta strategica per la mobilità del domani, ponendo l’intelligenza artificiale al centro dell’evoluzione dei veicoli. Sul palco delle OGR l’amministratore delegato Antonio Filosa, in dialogo con Alex Kendall, fondatore della britannica Wayve, ha spiegato come l’AI stia rivoluzionando i cicli industriali e progettuali dell’automotive, abbattendo i tempi che separano il disegno di un modello dal suo debutto su strada.

La svolta di Filosa a Wave

La convergenza tra industria automobilistica e tecnologia avanzata sembra essere ormai la mossa strategica per competere sui mercati globali, come evidenziato dallo stesso Filosa nel corso del suo discorso. I processi produttivi oggi viaggiano su cicli serrati di 24 mesi, destinati a trasformarsi radicalmente con l’avvento dei sistemi digitali intelligenti.

L’obiettivo dichiarato della casa automobilistica è lo sviluppo di soluzioni che incrementino la sicurezza attiva e facilitino la vita quotidiana di chi si mette al volante.

A testimonianza della concretezza della collaborazione con Wayve, sono comparsi all’evento i primi due prototipi funzionanti: una Fiat 500e e una Maserati Grecale, entrambe allestite con l’architettura Stla AutoDrive. Vetture passate dall’integrazione software alla circolazione su asfalto in meno di un mese, che anticipano l’orizzonte commerciale del 2028, anno in cui è previsto il debutto sul mercato nordamericano dei primi sistemi di guida assistita avanzata di livello 2++ “hands-free/eyes-on”.

Come funziona la tecnologia Wayve

A differenza dei modelli tradizionali basati su cartografie digitali ad altissima risoluzione o su rigide regole programmate a tavolino per ogni singolo ostacolo, il sistema introdotto da Wayve adotta un approccio bio-ispirato. L’automobile “impara” a muoversi nello spazio circostante analizzando direttamente ciò che accade in corsia attraverso i propri sensori. Le mappe di bordo servono unicamente a tracciare la rotta geografica generale e, una volta innestata la marcia, l’intero controllo dinamico è affidato agli input ambientali rilevati sul momento.

Salendo a bordo del prototipo Maserati, l’esperienza mostra una gestione fluida delle traiettorie. Il veicolo sfrutta un impianto di appena sei telecamere posizionate strategicamente per mantenere la corsia, modulare la distanza di sicurezza dal flusso che precede e governare la decelerazione.

Dalla scala dell’automazione ai costi

Se le componenti sensoristiche e informatiche sono ormai ampiamente diffuse sui modelli di uso comune, il vero freno alla scalabilità dei prezzi non risiede nel software, ma nella struttura stessa dei veicoli. Gli impianti industriali storici sono nati per fabbricare motori endotermici e l’alto costo dei pacchi batteria continua a incidere pesantemente sui listini finali. Per democratizzare l’accesso alle vetture automatizzate occorrerà raggiungere volumi di produzione massicci: una transizione graduale che, spinta anche dai target ambientali imposti a livello europeo, traccerà il perimetro industriale dei prossimi anni.

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