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Scuole occupate a Torino, Lo Russo: “Le proteste vanno capite, ma danneggiare gli edifici pubblici è illogico”

Il sindaco distingue però la mobilitazione dai gesti che provocano danni al patrimonio pubblico

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TORINO – Le proteste degli studenti meritano attenzione, ma i danneggiamenti agli edifici pubblici non possono essere giustificati. È la posizione del sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, intervenuto durante la consueta diretta radiofonica del martedì per commentare le occupazioni e le mobilitazioni in corso in diverse scuole della città.

“Non difenderò mai alcun danneggiamento della cosa pubblica. Le strutture pubbliche sono di tutti e ogni volta che vengono danneggiate, c’è qualcuno, ossia il cittadino contribuente, che deve in qualche modo ripristinarle. Quindi trovo illogico chiedere fondi per gli investimenti e danneggiare la proprietà pubblica che poi qualcuno deve pagare. Detto ciò, credo che questa protesta vada capita, vada interpretata, perché è una richiesta di attenzione rispetto al tema della scuola pubblica”.

Il sindaco ha quindi richiamato gli investimenti realizzati negli ultimi anni grazie ai fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, sottolineando però il rischio che, una volta esaurite queste risorse, vengano a mancare i finanziamenti necessari per continuare a intervenire sugli edifici scolastici.

“Abbiamo avuto il Pnrr e siamo riusciti a riqualificare 100 edifici scolastici – ricorda -. Ma il Pnrr è un fatto straordinario, questo Paese aveva completamente smesso di investire nell’edilizia scolastica, cioè nella scuola. E io sono preoccupato, perché non vedo all’orizzonte la consapevolezza di capire che questa leva di finanziamenti, una volta terminato il Pnrr, deve continuare”.

Per Lo Russo, dunque, la richiesta degli studenti di riportare la scuola pubblica al centro del dibattito è legittima e può contribuire a richiamare l’attenzione su un problema che riguarda l’intero Paese. Il sindaco distingue però la mobilitazione dai gesti che provocano danni al patrimonio pubblico.

“Mettere al centro dell’attenzione del dibattito pubblico questa questione, cruciale come quella della sanità, è una battaglia politica da sostenere. Quindi – ribadisce in riferimento alle proteste degli studenti -, il fatto che ci sia attivazione e richiesta di attenzione credo sia anche utile, ma non è scrivendo su un muro durante un corteo o danneggiando un’infrastruttura pubblica che si rafforza la propria protesta. Anzi, visto che si chiedono più risorse, si fa l’esatto opposto, cioè la si danneggia”.

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