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Spazi Liberi, a Torino 960mila euro per il reinserimento dei giovani nel circuito penale
Il progetto della Città di Torino e della Fondazione Compagnia di San Paolo è rivolto a ragazzi e ragazze tra i 14 e i 25 anni.
TORINO – Offrire ai giovani coinvolti nel circuito penale nuove opportunità di formazione, autonomia e reinserimento sociale, con l’obiettivo di ridurre il rischio di recidiva. È questo il cuore di “Spazi Liberi”, il progetto presentato dalla Città di Torino insieme alla Fondazione Compagnia di San Paolo e alle amministrazioni della Giustizia.
L’iniziativa mette a disposizione 960mila euro per il triennio 2026-2028, interamente finanziati dalla Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del Protocollo Quadro con il Comune. L’avviso pubblico di coprogettazione, rivolto agli enti del Terzo Settore, sarà pubblicato dal 14 ottobre nella sezione dedicata agli avvisi sul sito della Città di Torino.
I destinatari sono minori e giovani adulti tra i 14 e i 25 anni, sottoposti a misure penali detentive o alternative alla detenzione. L’obiettivo è costruire percorsi personalizzati che accompagnino i ragazzi dall’ingresso nel circuito giudiziario fino a dodici mesi dopo la conclusione della pena.
Tutor, formazione e sostegno abitativo
Il progetto punta a rafforzare i servizi già attivi nelle strutture penitenziarie torinesi, tra cui la Casa circondariale Lorusso e Cutugno e l’Istituto penale per i minorenni Ferrante Aporti, oltre agli interventi rivolti a chi si trova in esecuzione penale esterna.
Le attività previste comprendono la presenza di tutor educativi, il supporto giuridico e l’organizzazione di iniziative di utilità sociale per i giovani ammessi alla messa alla prova. Sono inoltre previsti laboratori di formazione professionale e tirocini in azienda, per favorire l’acquisizione di competenze e l’accesso al mondo del lavoro.
Una particolare attenzione sarà riservata anche alla disponibilità di soluzioni abitative temporanee per chi affronta il periodo successivo alla pena o si trova in esecuzione penale esterna. Il programma comprende interventi per il benessere psicofisico e la prevenzione delle dipendenze, oltre a progetti culturali, sportivi e di mediazione interculturale e sociale.
Tra le novità figura anche la sperimentazione di un percorso di affido familiare destinato a un primo gruppo di giovani coinvolti nel circuito penale, con l’intento di offrire loro un ambiente accogliente e punti di riferimento stabili nel cammino verso il reinserimento.
Continuità tra giustizia minorile e sistema degli adulti
Uno degli aspetti centrali di Spazi Liberi riguarda il passaggio dei ragazzi dalla giustizia minorile al sistema penale degli adulti. Una fase delicata, nella quale il cambiamento dei servizi e dei contesti di riferimento può rendere più difficile garantire la continuità dei percorsi educativi e di accompagnamento.
«Perché il carcere sia davvero uno strumento di sicurezza, deve recuperare la funzione rieducativa», ha dichiarato il sindaco di Torino Stefano Lo Russo, sottolineando come l’assenza di opportunità formative e lavorative rischi di trasformare la detenzione in un fattore che alimenta la recidiva.
Il progetto, ha aggiunto il primo cittadino, punta a creare una regia condivisa tra istituzioni, sistema della Giustizia e territorio, per accompagnare i giovani verso l’autonomia anche dopo la conclusione del percorso penale.
Per il segretario generale della Fondazione Compagnia di San Paolo, Alberto Anfossi, la sfida è superare la frammentazione degli interventi e assicurare continuità tra istituzioni, servizi e comunità. Investire sulle opportunità dei giovani coinvolti nel circuito penale, ha evidenziato, significa contribuire a una società più inclusiva e coesa.
La vicesindaca Michela Favaro, con delega ai Rapporti con il Sistema carcerario, ha ricordato che la pena deve puntare alla rieducazione, alla responsabilizzazione e al reinserimento. Spazi Liberi, ha spiegato, nasce da un lavoro di condivisione con i soggetti coinvolti e chiede alla comunità torinese di trasformare il periodo di esecuzione penale in un’occasione concreta di inclusione.
Come saranno valutati i risultati
Il progetto prevede un’attività continuativa di monitoraggio, rendicontazione e valutazione dell’impatto sociale. Tra gli indicatori individuati figurano il reinserimento lavorativo, la stabilità abitativa e la riduzione della recidiva.
È inoltre prevista l’attivazione di un tavolo istituzionale con funzioni di indirizzo strategico, al quale parteciperanno rappresentanti della Città di Torino, della Fondazione Compagnia di San Paolo, degli istituti penitenziari e dei servizi della Giustizia, degli enti del Terzo Settore coinvolti e della Garante dei diritti delle persone private della libertà personale.
Secondo Antonella Giordano, direttrice dell’Ufficio di esecuzione penale esterna per Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria, il valore dell’iniziativa consiste nella possibilità di rafforzare la collaborazione tra istituzioni e Terzo Settore, garantendo continuità nella presa in carico dei giovani durante le diverse fasi del percorso.
Anche Simona Badame, dirigente dell’Istituto penale per i minorenni di Torino, ha sottolineato l’importanza di sostenere i ragazzi sul piano educativo, abitativo e lavorativo, soprattutto nel passaggio alla maggiore età. Garantire l’accompagnamento scolastico e professionale, ha evidenziato, significa offrire alternative concrete e contribuire sia alla riduzione della recidiva sia alla sicurezza della collettività.
Con Spazi Liberi, Torino punta dunque a coordinare interventi che non si fermino al periodo della detenzione, ma accompagnino i giovani anche nel ritorno alla vita fuori dal carcere, attraverso opportunità formative, lavorative e relazionali.
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