CulturaTorino
Andrea Villa si ritira: fine del progetto dei manifesti a Torino
“I manifesti resteranno come testimonianza di una stagione creativa importante”
TORINO – Andrea Villa si ritira, o quanto meno si prende una pausa dal suo progetto artistico. Lo street artist che per anni ha fatto comparire nella notte manifesti (ovviamente abusivi) all’interno degli spazi destinati alle pubblicità stradali nelle vie di Torino, ha annunciato sui social la fine del progetto.
“Dopo anni di interventi, manifesti e provocazioni, il progetto artistico Andrea Villa giunge alla sua conclusione. – ha scritto – È stato un percorso fatto di sperimentazione, ironia, critica sociale e confronto con l’attualità”.
Poi arriva la spiegazione e una speranza per il futuro: “Oggi sento che questa esperienza ha esaurito la propria funzione espressiva e che è arrivato il momento di dedicarmi ad altre forme di ricerca artistica.
Ringrazio tutte le persone che hanno seguito, sostenuto e discusso questo progetto nel corso degli anni. I manifesti resteranno come testimonianza di una stagione creativa importante.
Non è detto che non possa riprenderlo in un futuro, in forma diversa”.
Chi è Andrea Villa
Andrea Villa è lo pseudonimo di uno street artist anonimo torinese, diventato noto per i manifesti provocatori che compaiono nelle strade della città, spesso negli spazi destinati alla pubblicità.
Ha iniziato a realizzare le sue opere nel 2014, utilizzando fotomontaggi, satira e riferimenti alla cultura pop per rielaborare immagini e messaggi pubblicitari e invitare a riflettere sulla politica, sui fenomeni sociali e sul ruolo dei media.
Il nome d’arte è nato da un errore giornalistico: nel 2017, un suo manifesto satirico fu attribuito al nome di un passante che aveva fotografato l’opera, Andrea Villa, e l’artista decise di conservare quello pseudonimo.
La scelta dell’anonimato e della maschera contribuisce a spostare l’attenzione dalla persona ai contenuti delle opere. Definito spesso il Banksy di Torino, preferisce tuttavia distinguere il proprio percorso da quello dello street artist britannico e si riconosce in una forma di street art 2.0, nella quale i manifesti sono pensati per attirare l’attenzione nello spazio urbano e continuare a vivere attraverso le fotografie e la condivisione sui social network.
Nel 2018 venne votato come Piemontese dell’anno dai lettori di Quotidiano Piemontese.
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