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Gasolio più caro della benzina: perché il diesel ha superato la benzina verde e quanto pesa sul portafoglio degli automobilisti
Il diesel costa oltre 22 centesimi al litro più della benzina in Piemonte
TORINO – Per molti automobilisti è una novità che fino a qualche anno fa sarebbe sembrata difficile da immaginare: il gasolio costa ormai sensibilmente più della benzina. Il diesel, tradizionalmente considerato il carburante più conveniente per chi percorre molti chilometri, ha perso uno dei suoi principali vantaggi economici.
La differenza è diventata particolarmente evidente nelle ultime settimane. Secondo le rilevazioni dei prezzi comunicati dai distributori al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il 5 novembre 2026 il prezzo medio nazionale della benzina in modalità self service era di circa 2,008 euro al litro, mentre quello del gasolio aveva raggiunto 2,235 euro.
Una differenza di quasi 23 centesimi al litro che, per un automobilista con un serbatoio da 50 litri, significa spendere oltre 11 euro in più per un pieno di diesel rispetto alla benzina.
Quanto costano benzina e gasolio in Piemonte
Anche in Piemonte il divario è significativo.
Nella rilevazione del 5 novembre 2026, i prezzi medi regionali in modalità self service erano:
- Benzina: 1,999 euro al litro
- Gasolio: 2,225 euro al litro
La differenza è di 22,6 centesimi al litro. Per un pieno da 50 litri significa una spesa aggiuntiva di circa 11,30 euro.
I prezzi possono naturalmente variare da un distributore all’altro, soprattutto tra impianti delle compagnie petrolifere, distributori indipendenti e stazioni di servizio autostradali.
Le nuove accise: cosa è cambiato dal gennaio 2026
Una delle ragioni del cambiamento è fiscale.
Dal primo gennaio 2026 è entrato in vigore il riallineamento delle accise sui carburanti previsto dalla legge di Bilancio. Il provvedimento ha ridotto di 4,05 centesimi al litro l’accisa sulla benzina e aumentato della stessa cifra quella sul gasolio.
L’obiettivo dichiarato era eliminare progressivamente il trattamento fiscale più favorevole riservato storicamente al diesel, considerato maggiormente impattante sotto il profilo ambientale.
Le aliquote sono state così portate allo stesso livello: 672,90 euro ogni mille litri per entrambi i carburanti.
La modifica ha quindi eliminato il vantaggio fiscale che per molti anni aveva contribuito a mantenere il prezzo del gasolio inferiore a quello della benzina.
Nel corso del 2026 sono inoltre intervenuti diversi provvedimenti temporanei di riduzione delle accise, soprattutto sul gasolio, per contenere gli effetti dei rincari energetici.
La crisi internazionale del diesel e la scarsità di prodotto
Ma le accise non spiegano da sole perché oggi il gasolio costi così tanto.
Una componente importante dell’aumento riguarda il mercato internazionale dei prodotti raffinati. Benzina e diesel, infatti, non seguono necessariamente lo stesso andamento: sono prodotti diversi, con processi di raffinazione, mercati di riferimento e dinamiche di domanda e offerta differenti.
Il mercato europeo del gasolio è particolarmente sotto pressione. Le tensioni geopolitiche, le difficoltà negli approvvigionamenti, le restrizioni alle esportazioni russe e la ridotta disponibilità di capacità di raffinazione stanno contribuendo a mantenere elevato il prezzo del prodotto.
Secondo le analisi di mercato di S&P Global, nel corso del 2026 i margini di raffinazione del diesel in Europa hanno raggiunto livelli eccezionalmente elevati. Le scorte ridotte e le difficoltà di approvvigionamento hanno reso più costoso il prodotto anche indipendentemente dall’andamento del prezzo del petrolio greggio.
Il problema riguarda anche il mercato mondiale. Il gasolio è un combustibile essenziale non soltanto per le automobili, ma soprattutto per il trasporto commerciale, l’agricoltura, la logistica, l’industria e numerose attività produttive.
La sua domanda è quindi legata a un numero molto ampio di settori economici.
Un problema per autotrasportatori e imprese
L’aumento del prezzo del gasolio non riguarda soltanto gli automobilisti.
Per il Piemonte, territorio caratterizzato da una forte presenza manifatturiera, industriale e logistica, il costo del diesel rappresenta una voce importante nei bilanci di numerose imprese.
L’autotrasporto è uno dei comparti maggiormente esposti. Camion e mezzi pesanti utilizzano prevalentemente il gasolio e ogni aumento del prezzo alla pompa si riflette sui costi operativi delle aziende.
Le conseguenze possono trasferirsi lungo tutta la filiera economica: trasporto delle materie prime, distribuzione delle merci, consegne ai punti vendita e approvvigionamento delle attività commerciali.
Anche agricoltura e costruzioni sono interessate dal fenomeno, così come le piccole imprese che utilizzano veicoli commerciali per le proprie attività quotidiane.
Il rischio è che una parte dei maggiori costi di trasporto finisca per essere trasferita sui prezzi finali di beni e servizi.
Conviene ancora acquistare un’automobile diesel?
Il sorpasso della benzina da parte del gasolio riapre anche una questione importante per il mercato automobilistico.
Per molti anni il diesel è stato scelto soprattutto da chi percorreva molti chilometri ogni anno. I consumi generalmente inferiori rispetto ai motori a benzina e il prezzo più basso del carburante consentivano di compensare il maggiore costo iniziale dell’automobile.
Oggi questo equilibrio è cambiato.
Il diesel mantiene generalmente un vantaggio nei consumi, soprattutto nei viaggi lunghi e negli spostamenti autostradali, ma il prezzo superiore del carburante riduce il risparmio economico.
Per chi utilizza l’automobile prevalentemente in città o percorre pochi chilometri, la convenienza di un motore diesel è diventata ancora più difficile da dare per scontata.
La scelta deve quindi considerare diversi fattori: chilometri percorsi, consumi effettivi, costi di manutenzione, prezzo di acquisto e limitazioni alla circolazione dei veicoli più inquinanti.
Quando tornerà a costare meno della benzina?
Non è possibile prevedere con certezza quando il gasolio tornerà a essere più economico della benzina.
Molto dipenderà dall’evoluzione delle tensioni internazionali, dalla disponibilità di prodotti raffinati, dal livello delle scorte e dalla capacità delle raffinerie di soddisfare la domanda.
Una diminuzione del prezzo del petrolio greggio, da sola, non sarebbe sufficiente: benzina e diesel hanno mercati distinti e possono registrare variazioni anche molto diverse.
Per gli automobilisti e le imprese piemontesi, almeno per il momento, il dato è chiaro: il diesel non è più automaticamente il carburante più conveniente. E il cambiamento potrebbe avere conseguenze che vanno ben oltre il costo del prossimo pieno.
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