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CronacaTorino

Il leader No Vax Marco Liccione passa alla querela: denuncia l’infettivologo Bassetti per diffamazione

Marco Liccione torna a far parlare di sé, questa volta per una denuncia contro l’infettivologo

Valentina Dattilo

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TORINO – Il nome di Marco Liccione è ormai noto: camionista, leader torinese dei No Green Pass e dunque conosciuto per le sue posizioni contrarie ai vaccini e per la costante presenza nelle mobilitazioni di piazza degli ultimi anni.

Un nome che torna al centro delle cronache legali e mediatiche perché, questa volta, il No Vax ha formalizzato una denuncia per diffamazione nei confronti del medico infettivologo Matteo Bassetti. A riportare la notizia Torino Today.

La denuncia per diffamazione

Al centro della vertenza, presentata nei giorni scorsi alla Procura di Genova – città di residenza del primario – c’è un post pubblicato sui social network dall’infettivologo. Liccione, assistito dall’avvocato torinese Gilberto Comotto, sostiene di essere stato profondamente offeso e denigrato dalle parole del medico e punta ora a ottenere un risarcimento danni.

Vi ricordate Marco Liccione?

Quello del movimento No Vax e No Green Pass di Torino, venuto a contestarmi a Sauze d’Oulx quando mi conferirono la cittadinanza onoraria?
Eccolo di nuovo! Oggi «fieramente iscritto a Futuro Nazionale», tra gli organizzatori della manifestazione di Torino degenerata in scontri. E lui che fa?

Dice che quei ragazzini andrebbero mandati in un istituto militare e che lui era lì soltanto per protestare contro il carovita.
Meraviglioso. Predicare disciplina agli altri è sempre più facile che fare i conti con le proprie contraddizioni!
Ma la vera domanda è un’altra: Vannacci, ma chi ti stai portando in casa?

Prima i complotti, poi i No Vax, poi i No Green Pass e adesso la nuova avventura con l’ex generale.
Un curriculum di opposizione permanente, con un dettaglio che salta agli occhi: dire sempre NO non significa avere un pensiero. A volte significa semplicemente non averne uno da esprimere.

E Liccione sembra incarnare perfettamente il concetto: quell’espressione da pesce lesso, mentre la storia gli passa davanti.
Sia chiaro: protestare contro il carovita è sacrosanto. Ma se vuoi cambiare il Paese, devi avere idee, proposte e argomenti. Non basta collezionare slogan, complotti e nemici immaginari.

Il dissenso è una cosa. L’imbecillità elevata a identità politica è un’altra.

Caro generale, attenzione: a forza di raccogliere tutti quelli che dicono NO, rischi di costruire un movimento che non sa dove andare, perché non ha mai imparato a ragionare su dove andare.
E poi succede il miracolo: quelli che pretendono di dare lezioni di ordine e disciplina finiscono loro stessi al centro delle polemiche.
Da No Vax a uomo di Vannacci: cambia la bandiera, ma il vuoto di idee rischia di restare lo stesso.
E Liccione? Lui continua a guardare il treno.
Chissà se prima o poi capirà almeno da che parte sta andando.

Si legge nel posto pubblicato dall’infettivologo Bassetti lo scorso 21 ottobre.

Nel testo dell’atto giudiziario, l’attivista si definisce una persona «nota per il proprio impegno in ambito politico e sociale», accostando la propria figura al movimento Futuro Nazionale. Una riconduzione, tuttavia, da cui i vertici cittadini e i sostenitori del generale Roberto Vannacci hanno preso le distanze, smentendo qualsiasi sua appartenenza formale alle loro fila.

Il 35enne torinese è tra i volti più esposti delle proteste anti-vaccino durante l’emergenza sanitaria – periodo in cui fece discutere per essersi ammalato di Covid dopo alcune manifestazioni, per una proposta di matrimonio durante un corteo e per una indagine a suo carico.

Non ultimo, Liccione si è recentemente distinto per essere tra i promotori della marcia contro il carovita dello scorso 17 ottobre a Torino. Corteo che è poi degenerato in violenti scontri di piazza e culminato nell’assalto alla libreria Feltrinelli della stazione di Porta Nuova

E proprio in quella occasione, il leader No Vax dice di essere stato vittima di una aggressione fisica nelle fasi più concitate della protesta.

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