CronacaTorino
Assalto alla redazione La Stampa, identificate 30 persone
La Digos ha identificato una 30ina di persone ritenute coinvolte nell’assalto, le prime identificazioni sono arrivate grazie all’analisi dei filmati acquisiti dalle telecamere.
TORINO – A ventiquattr’ore dall’irruzione nella sede torinese del quotidiano La Stampa, in via Lugaro, la Digos ha identificato una 30ina di persone ritenute coinvolte nell’assalto avvenuto nel pomeriggio di venerdì 28 novembre.
Le prime identificazioni sono arrivate grazie all’analisi dei filmati acquisiti dalle telecamere interne ed esterne all’edificio.
Secondo quanto emerge dalle indagini, tra i partecipanti figurano attivisti riconducibili al centro sociale Askatasuna e ai collettivi studenteschi Cua e Ksa. Tra gli identificati c’è anche un sedicenne noto alle forze dell’ordine, lo stesso ragazzo fermato e ammanettato a ottobre davanti al liceo Einstein durante gli scontri tra studenti di opposte fazioni.
La Digos sta continuando il lavoro di riconoscimento per risalire agli altri membri del gruppo, ma al momento non risultano denunce formali.
Malaguti: “Una violenza cieca, ragazzi che non sanno quello che fanno”
Il direttore de La Stampa, Andrea Malaguti, ha commentato con durezza quanto accaduto, sottolineando lo sconcerto di fronte alla giovane età dei partecipanti.
«Sono stati un quarto d’ora circa, tutto ripreso dalle telecamere. La cosa che fa male è che sono ragazzi giovani, fondamentalmente tutti giovani. Ti colpisce due volte», ha dichiarato. Malaguti ha ribadito la natura pluralista del quotidiano, sottolineando come l’azione sia stata «una violenza cieca, inconsapevole, spero non manipolata, certamente manipolabile».
Rafforzate le misure di sicurezza: nasce un tavolo di coordinamento in prefettura
Alla luce dell’episodio e di altri atti intimidatori registrati negli ultimi mesi nei confronti di cronisti e redazioni, il Cosp – Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica – ha disposto un immediato rafforzamento dei presidi di vigilanza. Il prefetto Donato Cafagna ha annunciato un incremento della sorveglianza in forma fissa soprattutto davanti alla sede Rai e proprio a La Stampa, mentre gli altri obiettivi informativi saranno monitorati con pattugliamenti dinamici.
La prefettura ha inoltre deciso di costituire un tavolo di coordinamento permanente, che riunirà l’Ordine dei Giornalisti, la Fnsi, le principali testate nazionali e la Rai. L’obiettivo è prevenire nuovi episodi violenti e rispondere in modo coordinato alle intimidazioni che, sempre più spesso, avvengono anche sui social.
«Di fronte a questo salto di qualità nella violenza da parte di gruppi antagonisti, serve un’attività di prevenzione forte e coordinata», ha spiegato il prefetto.
Torino vive dunque un nuovo livello di attenzione sulla sicurezza dell’informazione, mentre la città e le istituzioni ribadiscono il principio fondamentale: nessuna aggressione può limitare la libertà di stampa, baluardo della democrazia.
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