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CronacaTorino

Durante il corteo per lo sciopero generale è stata assaltata e vandalizzata la sede torinese de La Stampa

Uno spezzone del corteo si è staccato e ha fatto irruzione nella sede del giornale, chiedendo anche la liberazione dell’imam

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TORINO – Nella giornata di oggi l’Italia vive una delle più intense mobilitazioni dell’anno: scioperi diffusi che coinvolgono trasporti, scuola, mondo dell’informazione e diversi settori pubblici e privati. A fare da cornice, una situazione particolarmente vivace a Torino, dove il corteo cittadino ha aperto la mattinata con numerosi manifestanti in strada: circa duemila persone.

Nel primo pomeriggio, però, uno spezzone composto da un centinaio di manifestanti si è staccato dal corteo principale e ha raggiunto la sede del quotidiano La Stampa. Qui i manifestanti, oltre a lancio di letame contro i cancelli e scritte sui muri, hanno fatto irruzione da un’entrata secondaria dell’edificio in via Ernesto Lugaro, vandalizzando gli uffici al grido di “Giornalisti complici”.

In particolare i manifestanti che sono entrati chiedono la liberazione dell’imam di Largo Saluzzo Shahin, sostenendo inoltre che La Stampa fosse “complice dell’arresto in Cpr di Mohamed Shahin in sinergia con la Digos”.

Unanimi arrivano i messaggi di solidarietà come quella di Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte:

“Quanto accaduto oggi alla redazione de La Stampa di Torino è inaccettabile. Ancora una volta c’è chi confonde il diritto al dissenso e all’espressione delle proprie idee con la violenza, gli attacchi e la devastazione. Atti che sono particolarmente odiosi quando hanno come obiettivo l’informazione, che è per tutti baluardo di libertà e democrazia. A La Stampa e ai suoi giornalisti, la mia piena solidarietà per quanto accaduto ad opera dei soliti facinorosi a cui va invece la mia assoluta condanna”.

 

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