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Torino, operata per un tumore al cervello in gravidanza: mamma e bimbo stanno bene. La storia di Chiara

In meno di tre ore, i chirurghi sono riusciti ad asportare completamente la massa, risultata poi benigna

Gabriele Farina

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TORINO – Una crisi improvvisa, una diagnosi inattesa e una corsa contro il tempo. È iniziata così la storia di Chiara, 38 anni, fisioterapista, alla 22ª settimana della sua seconda gravidanza, quando a metà agosto alcune crisi epilettiche l’hanno portata d’urgenza al Pronto soccorso dell’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino. Pochi minuti dopo i primi accertamenti, l’esito è stato sorprendente e drammatico: un voluminoso tumore cerebrale che comprimeva in profondità i lobi frontali.

I medici si sono trovati di fronte a una scelta difficile e delicatissima: intervenire immediatamente, salvaguardando la salute di Chiara senza mettere a rischio quella del bambino. Una sfida clinica complessa, affrontata con una mobilitazione multidisciplinare che ha coinvolto neurochirurghi, ginecologi, anestesisti, infermieri e tecnici specializzati.

L’intervento: rapidità, precisione e coordinamento perfetto

L’operazione è stata eseguita poche ore dopo dall’équipe neurochirurgica guidata dal professor Diego Garbossa, direttore della Neurochirurgia universitaria e del Dipartimento di Neuroscienze, e dal dottor Nicola Marengo. Il tumore andava rimosso rapidamente e con perdite ematiche minime per non compromettere la perfusione fetale. In meno di tre ore, i chirurghi sono riusciti ad asportare completamente la massa, risultata poi benigna.

Determinante la presenza costante dell’équipe di Ginecologia e Ostetricia 4, diretta dal dottor Saverio Danese e con il contributo della dottoressa Elisa Picardo e del dottor Carlo Maria Carmazzi, che ha monitorato la vitalità fetale per tutta la durata dell’intervento.

L’anestesia, calibrata con estrema precisione per proteggere madre e bambino, è stata affidata al team di Anestesia e Rianimazione 2, diretto dal dottor Maurizio Berardino e gestita dal dottor Christoph Meier.

Fondamentale anche il lavoro degli infermieri, delle ostetriche, dei tecnici di neurofisiologia e degli OSS, che hanno garantito un’assistenza puntuale e coordinata, trasformando la sala operatoria in una vera macchina perfetta di competenze sincronizzate.

Un recupero rapido e una nascita che profuma di speranza

Il decorso post-operatorio di Chiara è stato sorprendentemente veloce: dimessa in pochi giorni, ha potuto proseguire la gravidanza sotto stretto controllo. E pochi giorni fa è arrivato l’evento più atteso: la nascita del piccolo Mattia.

Nato alla 36ª settimana, con un peso di 2.480 grammi, il bambino è stato accolto dalla Terapia Intensiva Neonatale ospedaliera (TINO), sotto la supervisione della dottoressa Maria Francesca Campagnoli della Neonatologia diretta dalla dottoressa Caterina Carbonara. Il parto cesareo è stato eseguito dalla dottoressa Elisabetta Cantanna, con il supporto anestesiologico del dottor Alfio Bonanno dell’Anestesia e Rianimazione 4, diretta dalla dottoressa Mariella Maio.

Chiara è stata dimessa ieri e proseguirà i controlli con l’équipe neurochirurgica. Mattia rimane per il momento ricoverato in Neonatologia per completare l’osservazione clinica.

Le istituzioni: “Una storia che dimostra il valore del lavoro di squadra”

«Questa storia rappresenta l’eccellenza della medicina multidisciplinare» hanno commentato i medici coinvolti. «Il lavoro di squadra è stato determinante. Oggi celebriamo non solo la nascita di Mattia, ma anche il valore della collaborazione tra professionisti».

Il direttore generale della Città della Salute, Livio Tranchida, ha sottolineato come il vero punto di forza dell’azienda sia la capacità di mettere in campo, simultaneamente, tutte le competenze necessarie per affrontare casi complessi: «È un esempio straordinario di ciò che significa integrazione di specialità diverse».

L’assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi, ha aggiunto: «Fare rete deve essere al centro del sistema sanitario piemontese. La buona riuscita di questo intervento e la nascita di Mattia dimostrano l’eccellenza della Città della Salute, un punto di riferimento nazionale e internazionale».

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