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I tempi cambiano, il cinema resta: a Torino apre “Blue”, nuova sala con 98 posti

A San Salvario un nuovo polo di aggregazione e cultura

Chiara Scerba

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TORINO – Si riscopre, o forse si continua a rinnovare, il piacere della cinematografia con l’apertura del Cinema Blue Torino, un nuovo spazio culturale di via Principe Tommaso 6, a San Salvario. L’ex Metropol rinasce con una sala da 98 posti, un maxischermo in 4K e un impianto audio di ultima generazione, inaugurando ufficialmente la programmazione con la proiezione pomeridiana di Monsieur Aznavour.

Ad accogliere il pubblico è Stefano Jacono, esercente e distributore torinese, già anima del Cinema Classico di piazza Vittorio e del Greenwich di via Po. “Questa è una chiamata per San Salvario”, spiega Jacono, che definisce l’apertura del Blue come un gesto rivolto prima di tutto al quartiere. Il cinema è uno strumento di divulgazione e di incontro che permette lo sviluppo culturale e sociale dei quartieri, per tale motivo ogni nuova apertura è segno di un focolaio che si anima e dà una luce nuova.

Curiosità sulla sala e sul nome

La nuova sala colpisce per l’atmosfera insolita contornata da pareti blu, inondata di profumo di legno e pelle e arricchita da poltrone ampie e reclinabili che privilegiano il comfort rispetto al numero dei posti. “Abbiamo scelto sedute accoglienti anche a scapito della capienza. I posti sono 98, più quelli per le carrozzine, con un accesso comodo e senza barriere”.

Il nome Blue Torino non è casuale: “La “e” finale è un gioco che richiama il passato del locale e allo stesso tempo rende omaggio al “velvet” di David Lynch”, spiega Jacono. Durante la ristrutturazione sono stati conservati elementi storici come il pavimento in marmo di Siena e i mosaici delle colonne, affiancati da nuove vetrine luminose e da uno schermo di grandi dimensioni.

Il Blue entra così a far parte del Circuito Gran Torino (Cinema Classico e Greenwich Village), che si arricchisce di una nuova mono-sala dedicata alle prime visioni e al cinema di qualità. Un investimento che arriva in un momento complesso per il settore, ma che Jacono rivendica con convinzione: “La chiamo follia, ma credo che il cinema come luogo di aggregazione e cultura non morirà mai”. Come dargli torto.

Tra i progetti futuri è contemplata anche la formazione; infatti è in fase di avvio una collaborazione con 11 studenti del Dams, che verranno coinvolti nella gestione della sala. “Il futuro del cinema passa anche da loro”, conclude Jacono.

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