CronacaTorino
Successione Agnelli, la Procura di Torino chiede il rinvio a giudizio per John Elkann
Nello stesso filone d’indagine, il Gip ha disposto l’archiviazione completa nei confronti di Lapo e Ginevra Elkann, fratelli di John Elkann
TORINO – La Procura di Torino ha avanzato la richiesta di rinvio a giudizio per John Elkann, attuale amministratore delegato di Exor, e per il suo commercialista di fiducia, Gianluca Ferrero, nell’ambito dell’inchiesta sulla successione di Gianni Agnelli. La decisione segue un provvedimento del Giudice per le indagini preliminari che ha respinto la richiesta di archiviazione avanzata dagli stessi pubblici ministeri su una parte dell’indagine, imponendo l’imputazione coatta per i due indagati.
Accuse fiscali legate alla successione
I capi d’accusa riguardano due presunti episodi di dichiarazioni fiscali infedeli collegati alla successione Agnelli, considerati autonomi rispetto all’ipotesi di truffa ai danni dello Stato inizialmente contestata. Il procedimento dovrà ora passare al vaglio dell’udienza preliminare, durante la quale si deciderà se procedere con un processo.
Al centro dell’inchiesta c’è la figura di Marella Caracciolo, vedova di Gianni Agnelli, scomparsa nel 2019. Gli inquirenti contestano la sua effettiva residenza, sostenendo che la donna avrebbe vissuto abitualmente in Italia e non all’estero, con possibili ripercussioni fiscali.
La messa alla prova di Elkann
Parallelamente, resta aperta la questione della messa alla prova richiesta da John Elkann, che avrebbe consentito l’estinzione dei reati inizialmente contestati attraverso lo svolgimento di lavori di pubblica utilità. Elkann aveva proposto attività di tutoraggio per i giovani negli istituti salesiani di Torino.
Il Gip Giovanna Di Maria, il 15 dicembre, non ha ancora deciso nel merito e ha rinviato la questione all’11 febbraio, per valutare più approfonditamente la memoria depositata dalla difesa. La richiesta di Map era stata presentata dopo il versamento di 183 milioni di euro all’erario, somma considerata riparatoria, senza ammissione di responsabilità da parte dell’indagato. La situazione si è tuttavia complicata a seguito della decisione di un altro Gip, che ha respinto l’archiviazione richiesta dai pm nell’inchiesta madre, imponendo l’imputazione coatta per i reati fiscali.
Archiviazioni per i familiari
Nello stesso filone d’indagine, il Gip ha disposto l’archiviazione completa nei confronti di Lapo e Ginevra Elkann, fratelli di John Elkann, e del notaio svizzero Urs Robert von Gruenigen, che escono così definitivamente dal procedimento.
La posizione della difesa
I legali di John Elkann hanno espresso soddisfazione per le archiviazioni, ma hanno definito «difficile da comprendere» la decisione di imporre l’imputazione coatta per Elkann e Ferrero, ritenendola in contrasto con le richieste dei pubblici ministeri. La difesa ha annunciato un ricorso in Cassazione contro l’ordinanza del Gip, sottolineando che tale decisione non vincola il giudice chiamato a pronunciarsi sulla messa alla prova. Nel merito, gli avvocati ribadiscono la totale estraneità del loro assistito ai fatti contestati, affermando che Elkann ha sempre agito nel pieno rispetto della legge.
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