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Sicurezza stradale, presidio a Torino e Milano dopo cinque morti in dieci giorni: «Non vogliamo più contare le vittime»

A Torino l’appuntamento è alle 19 in piazza Palazzo di Città

Gabriele Farina

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TORINO – Milano e Torino insieme per la sicurezza stradale. Cinque persone morte sulle strade nell’arco di una decina di giorni tra le due città. È questo il bilancio che ha spinto Città delle Persone e FIAB Torino Bike Pride a organizzare per martedì 29 settembre due presìdi simultanei nelle due città, per chiedere alle istituzioni di mettere la sicurezza stradale tra le priorità.

A Torino l’appuntamento è alle 19 in piazza Palazzo di Città, sotto il Municipio. A Milano il presidio partirà alle 19 in via Antonini, all’angolo con via Ada Negri, dove è stato investito Luigi Donato, 77 anni, e proseguirà alle 21 in piazza della Scala, sotto Palazzo Marino.

Tra le vittime ricordate dalle associazioni ci sono proprio Donato, investito mentre attraversava sulle strisce pedonali in via Antonini, e Laura Lebro, 65 anni, travolta mentre si trovava sul marciapiede di via Bianca di Savoia a Milano. A Milano è morto anche Davide Di Lernia, mentre a Rozzano una persona di circa settant’anni che viaggiava in bicicletta è stata investita da un pick-up in via Brodolini.

A Torino viene ricordato invece il caso di Nicolò, 7 anni, investito mentre andava in bicicletta a scuola lungo il controviale di corso Regina Margherita. Le dinamiche dei singoli episodi sono oggetto degli accertamenti delle autorità competenti.

«Non sono soltanto tragedie private»

Secondo i promotori, episodi così ravvicinati devono essere considerati anche come un problema collettivo. L’obiettivo della mobilitazione è chiedere alle amministrazioni interventi concreti per ridurre i rischi per chi si sposta a piedi, in bicicletta, in moto e in automobile.

Tra le richieste c’è il ridisegno delle strade urbane, con carreggiate che favoriscano velocità più basse, attraversamenti pedonali maggiormente protetti e una rete ciclabile continua. Le associazioni chiedono inoltre campagne di comunicazione dedicate alla sicurezza stradale e maggiori controlli contro la guida pericolosa e la sosta irregolare, in particolare in doppia fila, sugli attraversamenti, sui marciapiedi e sulle piste ciclabili.

A Torino la richiesta sui controviali

Un punto specifico riguarda Torino. Città delle Persone chiede di trasformare i controviali in strade con una reale priorità per pedoni e ciclisti, attraverso una segnaletica più chiara, interventi di moderazione della velocità e una riduzione della sosta.

Dove possibile, la richiesta è anche quella di limitare il transito delle automobili ai soli residenti.

«Non vogliamo più contare le persone morte né commemorarle a posteriori», spiegano i promotori, chiedendo alle istituzioni di assumere l’impegno a prevenire nuovi decessi sulle strade.

Nel mirino anche la velocità delle automobili

Le associazioni chiedono inoltre un intervento sul fronte tecnologico. In particolare viene indicato l’ISA, Intelligent Speed Assistance, il sistema di assistenza alla velocità previsto per i nuovi veicoli nell’Unione europea.

La richiesta è che questa tecnologia intervenga concretamente sulla velocità e non possa essere facilmente disattivata dal conducente. Secondo i promotori, infatti, le automobili dovrebbero essere progettate per garantire maggiore sicurezza non soltanto a chi si trova nell’abitacolo, ma anche alle persone che si trovano all’esterno.

FIAB Torino Bike Pride sottolinea inoltre come il tema non riguardi soltanto le piste ciclabili, ma un sistema complessivo di mobilità urbana ancora fortemente incentrato sull’automobile.

L’appuntamento torinese è quindi per martedì 29 settembre alle 19 in piazza Palazzo di Città, sotto il Municipio. Una manifestazione per chiedere che la sicurezza sulle strade venga affrontata non soltanto dopo una tragedia, ma attraverso interventi strutturali e continui.

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