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Il Moloch di Cabiria in versione Godzilla ci avvicina al Glocal Film Festival
Il manifesto è firmato dall’illustratrice Valentina Catto, già autrice delle immagini delle ultime tre edizioni del festival
TORINO – Torino si prepara ad accogliere la 25ª edizione del Glocal Film Festival, in programma dall’11 al 15 novembre 2026 al Cinema Massimo e in altre location della città. Organizzata da Piemonte Movie, la manifestazione è dedicata al cinema realizzato in Piemonte e alle opere di autori e case di produzione piemontesi. In vista dell’appuntamento sono stati presentati il manifesto ufficiale, ispirato al tema “Sguardi”, e i nomi dei componenti delle giurie dei concorsi.
L’immagine scelta per questa edizione ha per protagonista un personaggio imponente e inquietante: il Moloch di Cabiria che si aggira tra le strade di una Torino immaginaria, in una scena che richiama i celebri film giapponesi con Godzilla.
Il Moloch di Cabiria diventa un mostro tra i portici di Torino
Il manifesto è firmato dall’illustratrice Valentina Catto, già autrice delle immagini delle ultime tre edizioni del festival. L’ispirazione arriva dalle locandine dei film di Godzilla degli anni Sessanta, reinterpretate attraverso una figura profondamente legata alla storia del cinema torinese: la gigantesca statua di Moloch del film Cabiria, diretto da Giovanni Pastrone nel 1914.
«La scelta è caduta sulla gigantesca statua di Cabiria, realizzata da Giovanni Pastrone, un’icona a “km 0” del Cinema delle origini, pronta a tornare in scena e a distruggere la propria città», racconta Catto.
La Torino raffigurata nel poster non corrisponde a una riproduzione fedele della città, ma è costruita mescolando monumenti, architetture e scorci riconoscibili. Il risultato è un omaggio ai cosiddetti Kaiju Movie, i film con mostri giganteschi, rivisitati in chiave sabauda tra cultura pop e storia del cinema.
Il progetto non si fermerà alla versione illustrata: il manifesto sarà infatti al centro di un intervento di animazione e sound design realizzato dal video-artista internazionale Donato Sansone.
«Anche noi, come ha detto in maniera quasi profetica Bong Joon-Ho durante la sua Masterclass in città ospite del Museo Nazionale del Cinema, immaginiamo a Torino un mostro incastrato nei portici. Ma non un mostro qualsiasi, un mostro Glocal a tutti gli effetti», sottolinea Federica Zancato, curatrice artistica del festival e quest’anno co-direttrice insieme alla regista Alice Filippi.
Il cinema protagonista anche nella sigla di Too Short To Wait
Il percorso creativo del Glocal Film Festival 2026 ha coinvolto anche le studentesse del liceo Cottini di Torino, che hanno realizzato la sigla di Too Short To Wait, il prequel dedicato ai cortometraggi andato in scena a fine settembre.
Il video rende omaggio a diversi film internazionali attraverso una sequenza che culmina in uno spaventoso urlo in primo piano, in linea con l’immaginario cinematografico scelto per questa edizione.
Glocal Film Festival 2026, i nomi delle giurie
Accanto al manifesto, sono stati annunciati i componenti delle giurie chiamate ad assegnare i premi dei concorsi dedicati alla produzione cinematografica.
Per Spazio Piemonte, la sezione riservata ai cortometraggi di fiction della durata massima di 20 minuti, il Premio Torèt Miglior Cortometraggio sarà assegnato da Beatrice Bertino, organizzatrice culturale, Enrico Gamba, conosciuto online come 151eg e tra i creator italiani più seguiti nel settore del cinema e dell’animazione, e Oana Ghera, direttrice artistica del Bucharest International Experimental Film Festival.
Bertino collabora con realtà culturali e cinematografiche piemontesi, mentre Gamba si occupa dal 2011 di analisi, curiosità e approfondimenti su film e serie animate attraverso il proprio canale YouTube. Ghera porta invece l’esperienza maturata nella curatela cinematografica internazionale e nella selezione di opere per festival europei.
Per il concorso dedicato al cinema documentario, che comprende le sezioni Panoramica Doc, riservata ai film di durata superiore ai 30 minuti, e Doc Short, dedicata ai cortometraggi documentari, la giuria sarà composta dalla giornalista Alessandra Comazzi, dal regista e documentarista Simone Manetti e dalla storica e critica cinematografica Micaela Veronesi.
Comazzi è stata per cinquant’anni giornalista di spettacolo e critica televisiva per La Stampa, oltre ad aver insegnato analisi e critica della televisione. Manetti ha firmato documentari e produzioni per il cinema e la televisione, tra cui Sono innamorato di Pippa Bacca, la serie Il giovane Berlusconi e Giulio Regeni – Tutto il male del mondo. Veronesi collabora con l’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza di Torino e si occupa di ricerca, programmazione e formazione, con particolare attenzione al documentario, al rapporto tra cinema e storia e alle questioni di genere.
Una Masterclass sul casting e tre incontri Glocal Industry
Il programma del festival guarderà anche al lavoro dietro le quinte delle produzioni audiovisive. Sabato 14 novembre, all’Unione Culturale Franco Antonicelli, è in programma la Masterclass “Dal self tape al call back: come affrontare un casting one shot”, dedicata ai provini per il cinema e le serie televisive.
A condurre la giornata saranno la regista Alice Filippi e l’acting coach Daniela Tosco. Per partecipare è necessario iscriversi entro il 20 ottobre, scrivendo a segreteria@piemontemovie.com.
Il tema del casting sarà inoltre al centro dei tre panel Glocal Industry previsti durante il festival. Gli incontri affronteranno l’argomento da prospettive diverse, dalla recitazione nei film di finzione al documentario, fino al cinema d’animazione.
Casa Glocal a Recontemporary
Tra le novità dell’edizione 2026 c’è anche la rinnovata Casa Glocal, uno spazio pensato per favorire il confronto e le occasioni di networking tra autori, produttori, giornalisti e professionisti del settore audiovisivo. La sede scelta è Recontemporary, che si aggiunge al Cinema Massimo e alle altre location coinvolte nella manifestazione.
Dal manifesto con il mostro di Cabiria alle giurie internazionali, passando per la formazione e gli incontri professionali, il Glocal Film Festival conferma così la propria attenzione alla produzione cinematografica piemontese e alle relazioni tra il territorio e il panorama audiovisivo internazionale.
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