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La nascita del Toro: quella notte del 1906 alla birreria Voigt
Dalla fusione tra il Football Club Torinese e un gruppo di dissidenti della Juventus guidati da Alfred Dick prendeva forma una delle società più importanti della storia del calcio italiano.
TORINO – Per raccontare la storia del Torino bisogna tornare indietro nel tempo, a una Torino di inizio Novecento nella quale il calcio era ancora uno sport giovane. In città il football era arrivato alla fine dell’Ottocento anche grazie agli industriali e ai lavoratori svizzeri e inglesi. Nel 1891 era nata l’Internazionale Torino, mentre nel 1894 era stato fondato il Football Club Torinese. Il 1897 è l’anno di nascita della Juventus. Nel 1900 il Football Club Torinese aveva assorbito l’Internazionale.
Ma la data destinata a cambiare la storia del calcio torinese è il 3 dicembre 1906.
La riunione alla birreria Voigt
Quella sera, nella birreria Voigt di via Pietro Micca, all’angolo con via Botero, si incontrarono alcuni dirigenti, calciatori e appassionati di calcio. Il locale oggi non esiste più con quel nome: al suo posto si trova il bar Norman.
Al centro dell’iniziativa c’era lo svizzero Alfred Dick, personaggio già importante nel calcio torinese e fino a poco tempo prima presidente della Juventus. Dopo i contrasti con la società bianconera, Dick aveva lasciato la Juventus insieme a un gruppo di soci e giocatori dissidenti.
L’idea fu quella di unire quel gruppo al Football Club Torinese. Dalla fusione nacque così il Foot Ball Club Torino.
Non fu quindi una società nata completamente da zero: il nuovo club raccolse l’eredità del Football Club Torinese e, allo stesso tempo, accolse una parte di quegli uomini che avevano lasciato la Juventus.
Il primo presidente fu scelto quella sera
Alla guida della nuova società venne indicato Hans Schoenbrod, svizzero e dirigente del Football Club Torinese. La particolarità è che Schoenbrod non era presente alla riunione: venne comunque eletto presidente per il primo anno di vita del nuovo club.
Alfred Dick assunse invece il ruolo di vicepresidente e rimase una delle figure decisive nella nascita del Torino.
Tra i protagonisti di quella fase c’era anche Vittorio Pozzo, destinato a diventare uno dei personaggi più importanti della storia del calcio italiano. Pozzo figurava tra i soci fondatori, anche se non era presente alla riunione della birreria Voigt. In seguito sarebbe diventato il primo vero allenatore del Torino e, molti anni dopo, avrebbe guidato l’Italia ai Mondiali vinti nel 1934 e nel 1938.
Il Torino FC ricorda 23 soci fondatori, tra i quali, oltre a Schoenbrod e Dick, figuravano diversi italiani come Enrico Debernardi, Federico Ferrari-Orsi, Oreste Mazzia, Giovanni Secondi, Giuseppe Baretto, Ettore Ghiglione, Vittorio Morelli di Popolo ed Enea Zuffi.
Perché il Torino scelse il colore granata
C’è poi uno degli elementi che ancora oggi identifica immediatamente il Torino: il granata.
La nuova società abbandonò infatti la maglia giallonera a strisce verticali del Football Club Torinese. Secondo la ricostruzione ufficiale del Torino FC esistono due diverse spiegazioni sull’origine del nuovo colore.
La prima vuole che sia stato Alfred Dick a proporre il granata, richiamando i colori del Servette di Ginevra, squadra svizzera della quale era tifoso.
La seconda collega invece il colore alla storia sabauda e alla Brigata Savoia. Nel 1706, durante l’assedio di Torino, un messaggero sarebbe stato ucciso mentre portava la notizia della liberazione della città dai francesi. In suo onore sarebbe stato utilizzato un fazzoletto color sangue. Due secoli dopo, proprio nel 1906, quel colore sarebbe stato scelto per la nuova squadra. Si tratta però di due tradizioni sull’origine del granata, non di una spiegazione storica univocamente documentata.
Dal 3 al 16 dicembre: il primo passo in campo
La nascita del club fu immediatamente seguita dall’attività sportiva.
Il primo incontro del nuovo Torino si disputò il 16 dicembre 1906 a Vercelli, contro la Pro Vercelli. La squadra vinse 3-1. Il Torino, almeno in quella prima partita, utilizzava ancora le vecchie divise del Football Club Torinese, di colore arancione e nero.
Per le partite casalinghe il nuovo club utilizzò per diversi anni il Velodromo Umberto I, un impianto che aveva già un posto importante nella storia del calcio italiano: l’8 maggio 1898 aveva ospitato il primo campionato italiano di calcio.
Il primo derby con la Juventus
La rivalità con la Juventus era praticamente presente già al momento della nascita del Torino, visto il ruolo avuto dai dissidenti bianconeri nella fondazione del nuovo club.
Il primo derby della Mole arrivò pochissime settimane dopo la fondazione: il 13 gennaio 1907 il Torino affrontò la Juventus e vinse 2-1.
Non fu un episodio isolato. Un mese più tardi, il Torino si impose nuovamente sulla Juventus, questa volta con un netto 4-1.
La storia del derby torinese iniziava così quasi contemporaneamente alla storia del Torino stesso.
Da una birreria alla storia del calcio italiano
Quel 3 dicembre 1906, nella saletta dell’ammezzato della birreria Voigt, non c’erano ancora il Filadelfia, il Grande Torino, gli scudetti, la tragedia di Superga o le migliaia di tifosi della Maratona.
C’era però l’inizio di una storia destinata a durare.
Il Football Club Torino, nato dalla fusione tra il Football Club Torinese e il gruppo di dissidenti della Juventus guidato da Alfred Dick, avrebbe attraversato più di un secolo di calcio italiano, cambiando denominazione e vivendo epoche molto diverse, ma mantenendo quella data come il proprio punto di partenza: 3 dicembre 1906.
È quella la notte in cui, in una birreria del centro di Torino, nacque il Toro.
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