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Papa Leone è il primo a vedere la Sindone online
L’esperienza, da oggi, si estende a tutti, basta accedere al sito web dedicato
TORINO – La Sindone, il più celebre cimelio religioso custodito a Torino, si presenta sotto una nuova veste. Se prima era stato un evento limitato solo a pochi giorni in occasione del Giubileo, da oggi l’immagine del Telo sindonico, conservato nel Duomo del capoluogo piemontese, è accessibile online in forma digitale a tutti.
Un passaggio storico che rafforza il ruolo di Torino come città custode della Sindone e punto di riferimento internazionale per la sua conservazione e valorizzazione.
L’iniziativa è stata presentata ufficialmente in Vaticano, dove Papa Leone XIV è stato il primo in assoluto ad accedere alla versione digitale della, diventando simbolicamente il primo “fruitore” di questa nuova esperienza di lettura dell’immagine.
Papa Leone XIV primo ad accedere alla Sindone digitalizzata
Nella mattinata di giovedì 9 gennaio, durante un’udienza nel Palazzo Apostolico, il cardinale Roberto Repole, arcivescovo di Torino e custode pontificio del Telo, ha presentato al Pontefice il progetto “Avvolti”, ideato dall’Arcidiocesi di Torino in occasione del Giubileo.
Papa Leone XIV ha potuto così esplorare un percorso che consente di osservare l’immagine sindonica in modo inedito, dettagliato e interattivo.
Cos’è “Avvolti”?
Avvolti è un progetto di lettura digitale dell’immagine sindonica, una novità assoluta a livello mondiale. Collegandosi ai siti www.avvolti.org o www.sindone.org, da qualsiasi dispositivo elettronico è possibile osservare l’immagine della Sindone ingrandendone i dettagli più significativi, come il Volto o la corona di spine.
Ogni sezione è accompagnata da spiegazioni scientificamente rigorose e da collegamenti ai brani dei Vangeli che raccontano la Passione di Gesù. L’obiettivo è rendere la Sindone comprensibile e accessibile a un pubblico vasto, non solo agli studiosi.
“Per rendere possibile la visualizzazione digitale sono state sviluppate tecniche informatiche che trasformano le variazioni di colore e luminosità presenti sul telo in diversi livelli di rilievo” spiega Nello Balossino, docente di informatica all’Università di Torino e vicedirettore del Centro internazionale di studi sulla Sindone. Il professore ha seguito passo passo lo sviluppo del progetto, fino alla sua resa pubblica e digitale.
Da Torino al mondo: un’esperienza globale
La vocazione internazionale del progetto era già emersa nella primavera scorsa, quando una Tenda era stata allestita in piazza Castello a Torino. In quell’occasione, oltre 30 mila visitatori provenienti da 79 Paesi avevano potuto vivere la lettura digitale della Sindone riprodotta in scala 1:1 su un tavolo lungo cinque metri.
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