CronacaTorino
Manifestazione contro il caro vita a Torino, scontri e fumogeni in via Po, evacuata Porta Nuova
Devastata la Feltrinelli di Porta Nuova
TORINO – La manifestazione contro il caro vita che nel pomeriggio ha invaso le vie del centro ha preso una piega inattesa. Una parte del corteo si è infatti spostata verso le vie dello shopping cittadino, imboccando via Roma e piazza San Carlo.
Molti negozi hanno chiuso le vetrine mentre venivano lanciati petardi e fumogeni. Ci sono stati anche lanci di bottiglie.
Una parte dei manifestanti sono poi entrati nella stazione di Porta Nuova, che è stata evacuata. Alcuni giovani sono entrati nella Feltrinelli, rovesciando libri e scaffali.
Davanti alla stazione manifestanti e polizia si sono fronteggiati, ci sono stati lanci di lacrimogeni e bottiglie.
In ordine sparso i gruppi sono poi tornati in piazza Castello, dove nuovi scontri si sono verificati davanti alla Prefettura. La polizia ha sparato lacrimogeni, i manifestanti lanciato pietre e bottiglie.
Gi scontri su via Po
La polizia ha quindi spinto su via Po con gli idranti i manifestanti, che hanno risposto lanciando tutto quello che hanno trovato, compresi sedie e tavolini dei dehors dei locali, utilizzati anche per creare vere e proprie barricate. Qui si sono verificati gli scontri più duri, con i negozianti che sono stati costretti ad abbassare le saracinesche dei negozi.
Gli scontri sono cominciati quando la manifestazione era sostanzialmente conclusa, dopo il ritorno in piazza Castello. Qui però gruppi di giovani, molti a volto coperto, hanno preso la guida della protesta dirigendosi prima in via Roma e poi a Porta Nuova.
“Condanniamo senza ambiguità l’assalto alla libreria Feltrinelli di Porta Nuova. Ancora una volta frange violente hanno rubato la scena a una protesta giusta, che nasce da un disagio reale e diffuso. Le ragioni di chi oggi ha manifestato sono fondate: il costo della vita continua a crescere, salari e pensioni non tengono il passo e il Governo non sta mettendo in campo nessuna risposta concreta. Anzi, sceglie di trasformare ogni piazza in un problema di ordine pubblico, usando il lavoro delle forze dell’ordine per colpevolizzare qualsiasi forma di dissenso, invece di ascoltarlo. Alle donne e agli uomini della Polizia va tutta la nostra solidarietà: sono loro a pagare il prezzo delle scelte di chi governa e della violenza di pochi. Quei pochi vanno chiamati con il loro nome: teppisti. Prendersela con una libreria, un luogo di cultura, di incontro e di lavoro, dimostra quanto siano lontani dal Paese e dai problemi che dicono di voler denunciare. Non rappresentano le migliaia di persone che chiedono salari dignitosi, affitti sostenibili e bollette pagabili. Le danneggiano, e regalano al Governo l’alibi per non rispondere. Alle lavoratrici e ai lavoratori della Feltrinelli esprimiamo la nostra vicinanza”.
Così il capogruppo del Pd in Consiglio comunale a Torino, Claudio Cerrato.
Notizia in aggiornamento.
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